Il Tirreno

Pontedera

la strada delle polemiche

Dimenticata anche dal Natale

Dimenticata anche dal Natale

Via Palestro tra desolazione e negozi chiusi: neppure un banco

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PONTEDERA. Per la prima volta, a memoria recente, le bancarelle natalizie saltano a pié pari via Palestro. Non bastano tutte quelle serrande abbassate che superano di gran lunga le attività aperte e superstiti. Non è sufficiente la crisi generale che penalizza, comunque, tutto il mondo del commercio: questa volta pure il Natale pontederese “discrimina” quei metri di asfalto nel cuore della città della Piaggio.

«Sono stati giorni di desolazione totale, le persone girottolavano per le bancarelle e nessuna veniva nella nostra via: sicuramente non si sarebbe trattato di acquisti, ma almeno un po’ di passaggio», dicono la loro alcuni dei negozianti superstiti. Si contano sulle dite di una mano le saracinesche alzate: e qualcuno, con ironia amara, ha documentato con foto la desolazione che caratterizzava via Palestro i pomeriggi e le mattine dei giorni precedenti il Natale. Immagini a cui non servono commenti. Pure quel carrello della spesa zeppo di cartoni lasciato là per alcuni giorni la dice lunga sull’attenzione riservata alla via.

«Purtroppo è dura: vorremmo che magari quelle poche attività che sono aperte fossero tenute in maggiore considerazione da parte dell’amministrazione», continuano.

Di questo passo i superstiti si dicono fortemente a rischio chiusura. Da parte sua il Comune conosce bene la questione. Da una parte prova a motivarla e dall’altra si cerca di mettere in campo iniziative per tentare il rilancio.

«Le bancarelle che lo scorso anno erano in via Palestro, quest’anno erano in piazza del Comune e in via Roma perché quest’anno ce n’erano meno», spiega l’assessore al commercio Stefano Tognarelli. D’accordo con le due associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, il prossimo allestimento di bancarelle sarà fatto in via Roma e pure in via Palestro, utilizzando il tunnel come collegamento. «La situazione è critica – chiude Tognarelli –. Se i negozi chiudono non è però colpa del Comune, c’è anche da dire che non tutti i negozianti vogliono le bancarelle davanti a loro».

Francesca Suggi

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