Sicurezza
Toti: «Candidato non senza dubbi sulle regole»
PONTEDERA. «La mia è una candidatura che nasce dal territorio per rappresentare il territorio». Con queste parole Gabriele Toti, vicesindaco di Castelfranco di Sotto, candidato alle primarie del Pd,...
PONTEDERA. «La mia è una candidatura che nasce dal territorio per rappresentare il territorio». Con queste parole Gabriele Toti, vicesindaco di Castelfranco di Sotto, candidato alle primarie del Pd, chiarisce il suo rapporto con la realtà locale e si presenta per la scelta dei parlamentari. Una esperienza amministrativa tutt'ora in corso quella di Toti che si è svolta e si sta svolgendo all'interno del territorio del comprensorio del Cuoio e del comune di Castelfranco.
«Ritengo che uno dei punti più problematici della politica sia il distacco che appare dalle persone: la lontananza rispetto ai bisogni dei cittadini. Anche per ridurre questo divario fra istituzioni e cittadini mi sono candidato con le regole previste dal Partito Democratico».
Già, le regole, che escludono dalla consultazione chi non ha votato alle primarie per la scelta del candidato alla presidenza del consiglio della coalizione del centrosinistra. «Certo le avrei preferite molto più aperte – ha aggiunto Toti nella conferenza stampa nella sede del Pd di Pontedera – ma sono queste e si rispettano anche se con molti dubbi e perplessità. Si poteva fare meglio cercando di allargare la base degli elettori».
«L'altro motivo della mia candidatura – ha aggiunto – deriva da una esigenza crescente di rinnovamento. Troppo spesso ne sentiamo parlare. Anche le ultime primarie hanno avuto questo tema al centro, ed allora ecco la mia candidatura. Sono il candidato più giovane, 36 anni, con un percorso nell’amministrazione locale: l'incarico di vicesindaco, affidato dopo esser stato il consigliere più votato; ho fatto parte della segreteria provinciale e regionale del Pd. Quindi, un rinnovamento che è indice di una nuova esperienza, nella quale mi gioco quanto ho fatto sino ad oggi».
Secondo Toti, arrivato in consiglio comunale a Castelfranco nel 1995, occorrono parole chiare sul versante dei costi della politica: «Una delle prima azioni della prossima legislatura dovrà esser rivolta ad una articolazione diversa dello Stato, con una profonda riforma istituzionale a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari e ad una riduzione delle indennità».
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