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Quei racconti etruschi, l’ultima opera di Paolo Ferrini
VOLTERRA. Li aveva appena finiti di scrivere pochi giorni prima che la morte lo strappasse agli affetti volterrani. Sono i racconti che il professore Paolo Ferrini “lascia” in eredità agli amanti...
VOLTERRA. Li aveva appena finiti di scrivere pochi giorni prima che la morte lo strappasse agli affetti volterrani. Sono i racconti che il professore Paolo Ferrini “lascia” in eredità agli amanti della storia locale e che l’associazione Pro Volterra ha fatto stampare, presentandoli alla città.
Si intitola “Per Volterra, ricordando qua e là” la raccolta che ha visto la luce per “I tipi di Gian Piero Migliorini” e con il contributo della Fondazione Crv e l’Università della Libera Età di Volterra.
Il libro era stato fortemente voluto dal professor Ferrini che, nonostante il progredire degli acciacchi, era riuscito a dettare alla figlia Monica questa sua ultima miscellanea di memorie volterrane, incentrate prevalentemente sulle vicende liete e tristi degli anni ’30-’40 del secolo scorso, quando Paolo Ferrini viveva la propria giovinezza. Il volume, la cui pubblicazione ha ricevuto il patrocinio del Comune di Volterra, è arricchito dal contributo di alcuni membri dell’Accademia dei Sepolti, che Ferrini ha presieduto, in qualità di consolo, dal 2001 fino alla morte. Al mitico “volterrano” Brunello Porretti è stato infatti affidato il sonetto di apertura; mentre all’abile pennello di Andreina Caprai sono ascritte le illustrazioni che impreziosiscono le diverse narrazioni.
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