Toscana
Produzione in calo del 15% timori sul 2013 per Piaggio
Allarmano le previsioni emerse nell’incontro di Federico Gelli (Pd) alla Fim Franchi (Fiom): «Non faccio l’indovino, ma il prossimo anno sarà complicato»
PONTEDERA. Nella nebbia si fa strada uno dei candidati Pd alle primarie parlamentari. Sul futuro prossimo della Piaggio è Federico Gelli a mettere sul tavolo i numeri: a causa della stagnazione del mercato è previsto un consistente calo della produzione che passerà dai 190mila pezzi del 2012 ai 160mila nel 2013. «La Piaggio è comunque un modello da esportare». Così Gelli a margine dell’incontro che ha avuto nella sede della Fim a Pontedera con il segretario provinciale di categoria Claudio Garzotto e una delegazione di lavoratori e disoccupati.
Un taglio di oltre il 15%, ma sui numeri nessuno si sbilancia. Il segretario Fim tira il freno sull’iniziativa: «Siamo autonomi e non sosteniamo nessuno, ma le porte sono aperte a chiunque ritenga di interpellarci». Che aggiunge: «Non è la Piaggio ad essere in difficoltà, ma il mercato europeo delle due ruote».
Quali potrebbero essere le ricadute per un taglio delle produzioni di 30mila unità in Casa della Vespa? La preoccupazione traspare da tutti i segretari dei sindacati metalmeccanici. «Non faccio l’indovino e non ho elementi certi, ma per l’indotto prevediamo una situazione complicata nei prossimi mesi – afferma il segretario provinciale della Fiom Marcello Franchi –. In generale, non credo che il 2013 sarà l’anno della ripresa e per certi versi dovremmo attenderci più difficoltà». Un’analisi che trova riscontro anche nei segretari provinciali Uilm, Macello Casati, e Uglm, Maurizio Iacoponi.
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