Italia
Chiude la Sds, a rischio 6 posti
In bilico i contratti a progetto. L’Uncem: apriremo un tavolo regionale
VOLTERRA. La cosa certa è che entro il 31 dicembre 2013 la Società della Salute dell’Alta Valdicecina chiuderà i battenti. Le attività sociali e sanitarie territoriali facenti capo alla Società della Salute dovranno dunque essere ridiscusse. Nonché, aspetto tutt’altro che secondario conseguente alla suddetta chiusura, i contratti dei dipendenti dell’ente. Per coloro i quali lavorano all’interno di questo consorzio pubblico, ma come dipendenti Asl a tempo indeterminato si tratterà solo di riorganizzare l’eventuale riassorbimento in altre strutture, per chi, invece, da circa dieci anni lavora per la Sds con contratti a progetto, in ambito prevalentemente socio assistenziale, circa una mezza dozzina di persone, la situazione è invece, se non preoccupante, almeno in bilico. Questo il quadro emerso durante l’incontro tra organizzato ad hoc per fare il punto sulla sanità locale.
«Bisogna a breve fare un incontro per cercare un’alternativa – spiega Loris Martignoni, primo cittadino di Pomarance – sia con coloro che sono all’interno dell’Unione dei Comuni, sia con coloro che non ci sono».
Si prevede che nei primi giorni di gennaio 2013 si terrà un tavolo a cui siederanno tutti i Comuni dell’Alta Valdicecina, a cui parteciperà anche l’Uncem e l’Asl, per dibattere sul da farsi e arrivare a gestire nel migliore dei modi il superamento della Sds. «Oltre al problema sociale inerente alla perdita di posti di lavoro, c’è inoltre da aggiungere che qualora non fosse possibile ricollocare le persone che lavorano a progetto per la Sds si andrebbero a perdere professionalità con un alto grado di efficienza e una pluriennale esperienza in ambito socio-sanitario», prosegue Martignoni . «Esistono alcuni punti su cui la direzione aziendale ha preso impegni precisi, come il miglioramento del reparto di cardiologia, nel quale verrà lasciato inalterato il numero dei posti letto», continua il sindaco di Volterra Marco Buselli. Che condivide le preoccupazioni del collega sul destino della Sds «con il rischio di tornare vent’anni indietro», aggiunge e esprime soddisfazione per l’emendamento fatto approvare da Uncem alla Regione per il mantenimento dei piccoli ospedali.
Dall’Asl si lascia intendere che, almeno, alcuni contratti attualmente precari della Sds potrebbero essere stabilizzati tramite concorso. «Il pericolo è che la chiusura della Sds lasci sul campo morti e feriti in questa fase – chiude il presidente Uncem Oreste Giurlani –. Ho preso l’impegno di aprire un tavolo regionale per gestire al meglio questo delicato momento di passaggio, che porterà al superamento della Sds. Ad anno nuovo perciò ci troveremo ad un tavolo con i sindaci, insieme al direttore generale Asl Rocco Damone, e noi come Uncem per governare questa fase».
Gianni Bianchi
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