Il Tirreno

Pontedera

65 nuovi imprenditori tra i campi della provincia

La Confederazione Italiana Agricoltori di Pisa brinda ad un’annata positiva «Chiederemo ai Comuni piani strutturali a volumi zero per recuperare suolo»

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PONTEDERA. Un dato conforta l’agricoltura della provincia di Pisa, e sono quei 65 nuovi giovani imprenditori insediatisi nel comparto nel 2012. Un dato carico di significati, molto di più di quel +4 per cento di addetti che, invece, sicuramente contiene al suo interno nuove posizioni aperte da chi ha perso il lavoro nel manifatturiero. A fornire questi dati ufficiali è la Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Pisa, con il direttore Stefano Berti e il vicepresidente Pierfrancesco Rossi che hanno fatto il punto sullo stato congiunturale di settore e sulle prospettive per il 2013 che vedrà la Cia portare avanti un’iniziativa importante: «Chiederemo alle amministrazioni comunali – dice Berti – di andare all’approvazione di piani strutturali a volumi zero, perché stiamo perdendo suolo agricolo in maniera importante e allarmante. Solo in Toscana abbiamo perso 100mila ettari, è drammatico. Inoltre, incentiveremo le iniziative e le politiche per la valorizzazione dei prodotti e rafforzeremo il programma di educazione alimentare che stiamo portando avanti con la nutrizionista Giusy D’Urso». Dice la D’Urso: «L‘obiettivo dell’iniziativa è quello di far capire il ruolo centrale che dobbiamo dare alla qualità e alla stagionalità. Capito questo, il riflesso positivo sull‘economia agricola locale è scontato». Sono oltre 300, ad oggi, le persone che hanno partecipato alle serate di educazione che riprendono a gennaio. «Infine – aggiunge Berti – supporteremo al massimo le iniziative della Regione Toscana sulla Banca della Terra per favorire la nascita di nuove imprese e aumentare i terreni coltivati».

Il 2012 si chiude con l’Imu che ha messo in ginocchio numerose aziende agricole, soprattutto nel settore zootecnico della Valdicecina che «deve fare i conti – ha spiegato Rossi – con i costi saliti ancora del 20 per cento e con il prezzo del latte fermo a 85 centesimi al litro quando da tempo i pastori chiedono almeno un euro per riprendere le spese».

Il numero dei capi è rimasto stabile. Qualche segnale incoraggiante arriva dal settore agriturismo che ha registrato per Natale il pieno di prenotazioni. Il 2012 è stata una buona annata (dopo una lunga fase di difficoltà) per il settore dei cereali e per colza e girasole.Annata buona per il vitivinicolo (anche se è stata registrato un lieve calo della quantità) e per l’olivicolo che con le piogge d’ottobre ha recuperato ampia parte dei danni della siccità. Segnali positivi per l’ortofrutta arrivano dai Gas (gruppi d’acquisto solidali) che sono in crescita in tutta la zona, sia in Valdera che nel Valdarno, dov’è nato il primo gruppo di San Miniato.

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