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don zappolini ricorda la vicenda ilva

Una maschera anti-gas troneggia nel presepe

Una maschera anti-gas troneggia nel presepe

LARI. L'Ilva di Taranto come “bene privato, male comune”. È il tema del presepe della chiesa di Perignano, dove ancora una volta don Armando Zappolini ha cercato di lanciare un messaggio sociale...

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LARI. L'Ilva di Taranto come “bene privato, male comune”. È il tema del presepe della chiesa di Perignano, dove ancora una volta don Armando Zappolini ha cercato di lanciare un messaggio sociale durante le feste natalizie. Nella rappresentazione classica della capannuccia con all'interno Giuseppe, Maria, il Bue, l'asinello e la culla di paglia dove dalla sera del 24 si adagia Gesù Bambino ci sono anche grossi pezzi di ferro, buttati in qua e là come fossero in un piazzale di una fabbrica d'acciaio. L'Ilva, appunto, che così tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi, con i suoi problemi di carattere occupazionale, legati all'incuria dell'ambiente e della salute dei cittadini da parte della proprietà dello stabilimento. Un messaggio forte anche per la fine del 2012, in cui don Zappolini cerca di chiedere ai politici «un sussulto d'orgoglio contro casi come quelli di Taranto, affinché non accadano mai più». L'allestimento della parrocchia perignanese comprende anche una maschera anti-gas, originale della seconda guerra mondiale, e una foto gigante di un manifestante durante le dure proteste contro la chiusura dello stabilimento e l'inquinamento sprigionato dalla lavorazione dell'acciaio che porta un cartello con la scritta: “A Cristo è toccata la croce, a noi l'Ilva”. Un segnale evidente che lega la lotta per la salvaguardia ambientale, la difesa dei posti di lavoro e il periodo natalizio. Secondo il sacerdote, il caso di Taranto è la dimostrazione evidente di quanto gli interessi privati siano dannosi per i beni pubblici. «È incredibile la storia di quello stabilimento – dice –. Da azienda pubblica è diventata privata, con la famiglia che l'ha acquistata che non ha fatto altro che arricchirsi, senza spendere un euro per bonificare i terreni e rendere più sostenibile la propria produzione. Speculazioni che si ritrovano anche in altri ambiti, come il gioco d'azzardo, la gestione dei rifiuti e le spese militari».

Andreas Quirici

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