Il Tirreno

Pontedera

Niente Cig, resta il rosso in banca

di Manolo Morandini
Niente Cig, resta il rosso in banca

La beffa di Natale per le dipendenti: non hanno riscosso e devono restituire gli anticipi

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PECCIOLI. Un doppio conto. Con l’azienda in liquidazione, da cui devono riscuotere gli stipendi arretrati. E l’altro con la banca, a cui si sono rivolti per incassare l’anticipo della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, in attesa dei pagamenti dell’Inps. Cifre che superano anche i mille euro verso gli istituti di credito per alcuni dipendenti della Sabatini Spa, la realtà industriale dell’alta moda made in Peccioli che è finita nelle secche di una crisi irreversibile. E che hanno il sapore di una doppia beffa per chi si trova a piedi, senza la prospettiva di un lavoro.

Per lo più sono donne. A loro il peso di giostrarsi tra i conti che non quadrano. Il meccanismo in cui sono rimaste ingabbiate è legato alla richiesta della cassa integrazione straordinaria (Cigs) per ristrutturazione per un anno che l’azienda di Peccioli aveva avanzato nel novembre del 2011 e che per un primo periodo l’Inps aveva accordato. Da qui la messa in pagamento da parte delle banche, per chi ne ha fatto richiesta, degli anticipi: sei mesi per un totale di 4.200 euro a testa. Poi il 25 aprile di quest’anno la doccia fredda. Per l’inadempienza, a fronte del piano di ristrutturazione presentato per avere l’accesso all’ammortizzatore sociale, l’Inps ha ritirato il decreto e la cassa è sfumata, con l’obbligo per la Sabatini di retribuire i dipendenti con gli stipendi come se fossero stati al lavoro. E ciò anche nei mesi in cui vigeva la Cigs. Un dare e un avere che per una decina di dipendenti è in rosso. In attesa di recuperare gli arretrati dalla Sabatini devono ripianare il conto con la banca.

La novità. Dalla fine di agosto i dipendenti della Sabatini sono in cassa integrazione straordinaria per crisi. L’azienda ha presentato la richiesta di ammissione al concordato e lo scorso 7 dicembre è stato presentato il piano di liquidazione al tribunale di Pisa. Adesso si attende la nomina del commissario e l’approvazione del piano per sbloccare l’empasse.

«Dai vertici della Sabatini anche in occasione della presentazione del piano concordatario è stata avanzata la richiesta al giudice di poter pagare le mensilità arretrate – affermano fonti sindacali –. C’è la liquidità sufficiente per poter dare ai creditori privilegiati quanto gli spetta». Nel frattempo, è di questi giorni il decreto che ha riconosciuto la Cigs e quindi a breve l’Inps avvierà i pagamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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