Il Tirreno

Pontedera

Lacrime per Giulia investita dal treno a venticinque anni

Il dolore dei genitori Jessica e Claudio al funerale Assente l’amica presente al momento dell’incidente

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Giulia aveva solo 25 anni e avrebbe potuto avere un’intera vita davanti a sé. Invece la sua esistenza è stata spezzata da un incidente. Investita da un treno di passaggio lungo la linea ferroviaria Firenze–Pisa a due passi dalla zona industriale di Ponte a Egola. Chi conosceva Giulia Musetti, 25 anni, di Staffoli, ieri, mentre don Romano Maltinti celebrava le sue esequie, non poteva non pensare alle circostanze in cui la giovane è morta. Al buio insieme a un’amica, all’ottavo mese di gravidanza, camminava lungo la massicciata dei binari. Una grave imprudenza. E il bilancio della tragedia avrebbe potuto essere ancora più grave.

Sull’esperienza faticosa della morte, su quanto sia difficile accettare la scomparsa di una persona giovane che, anche se in un arco di vita breve ha comunque lasciato un segno, invita a riflettere il parroco nella sua omelia nel cimitero di Santa Croce sull’Arno, esprimendo la vicinanza alla famiglia della povera ragazza morta.

L’aria è pungente, gli occhi bagnati di lacrime di amici e parenti fissano nel vuoto quando non si posano sui genitori di Giulia. La madre Jessica, dipendente della biblioteca di Santa Croce sull’Arno, e il padre Claudio si tengono per mano per tutta la cerimonia funebre. Lo sguardo perso nel dolore dei ricordi, annientati da una perdita che ha stravolto le loro vite. Seduto vicino a loro c’è il fratello di Giulia, Luca. Loro, mercoledì sera, sono stati gli ultimi a sapere e anche questo non è facile da accettare. La notizia della tragedia avvenuta a Ponte a Egola era già sui giornali on line e sulle agenzie. Intanto, la madre, Jessica, si disperava. Cominciava a preoccuparsi perché la figlia, contrariamente al solito, non rispondeva al telefono cellulare. Non era da lei. Sebbene le circostanze in cui è avvenuta la sua morte abbiano portato alla luce aspetti problematici nella vita della vittima, il suo rapporto con la famiglia era buono. Lei lavorava al canile di Empoli ma non si tirava mai indietro se doveva dare un aiuto alla madre. Non possono fare a meno di ricordarlo alcune amiche di famiglia durante il funerale e chiedersi come mai sia passato tanto tempo prima che i familiari venissero informati di cosa era successo. Ora Giulia è lì in quella bara coperta di fiori bianchi voluti per lei dai genitori e dal fratello. Oltre a parenti, familiari e amici al funerale ci sono anche i colleghi del Comune e il sindaco di Santa Croce sull’Arno, Osvaldo Ciaponi, con alcuni amministratori.

Nella folla commossa c’è chi cerca invano l’amica che ha visto morire Giulia. Non se l’è sentita, si dice. È stata lei ad attivare i soccorsi dopo che il treno ha colpito Giulia e l’ha uccisa. Lei è l’unica che sa come è andato l’incidente e perché si era avventurata insieme a Giulia lungo i binari sottovalutando la situazione di pericolo.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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