La protesta
Provincia, investito 1 milione per acquistare il “Carducci”
SAN MINIATO. La Provincia di Pisa si è comprata il liceo Carducci. La quadratura del cerchio è nella doppia firma su due distinti contratti di cessione e acquisto di immobili. Tradotto l’operazione,...
SAN MINIATO. La Provincia di Pisa si è comprata il liceo Carducci. La quadratura del cerchio è nella doppia firma su due distinti contratti di cessione e acquisto di immobili. Tradotto l’operazione, che porterà al bilancio della Provincia di Pisa un risultato positivo per 300mila euro e risparmi sulla spesa corrente di circa 65mila euro l’anno, prevede il passaggio di proprietà dell’immobile di via Roma di proprietà della Fondazione Conservatorio Santa Chiara e sede dell’istituto psicopedagogico al prezzo di 1.050.000 euro.
Per far fronte all’acquisto la Provincia ha contemporaneamente proceduto alla vendita alla Scuola Normale Superiore di Pisa, per una cifra pari a 1.350.000 euro, dell’immobile ad uso artigianale e deposito in località Ospedaletto, non più funzionale alle attività dell’ente.
Alla firma degli atti erano presenti il direttore della Normale, professor Fabio Beltram, nella sua veste anche di direttore della Fondazione Conservatorio Santa Chiara, la direttrice amministrativa della Normale, Anna Maria Gaibisso, il segretario generale della Provincia Rosario Celano, svolgendo le funzioni di ufficiale rogante, e il dirigente del Servizio Patrimonio, Alberto Mariannelli, che ha materialmente apposto la sua firma per la Provincia di Pisa.
«Grazie all’acquisto dell’immobile di San Miniato otterremo risultati sul fronte della spesa corrente, in quanto la scuola era in locazione alla Provincia per un corrispettivo annuo di 55mila euro: una cifra che perciò risparmieremo, insieme ai circa 10mila euro pagati di Imu sul complesso immobiliare di Ospedaletto – afferma il presidente della Provincia Andrea Pieroni –. E in prospettiva avremo spazi da disporre per le altre scuole superiori di San Miniato, che hanno crescenti bisogni di nuovi locali». Che conclude: «La differenza delle due operazioni, 300mila euro, entrando nel bilancio della Provincia, rappresenta un risultato concretamente significativo, in un periodo così difficile per le finanze pubbliche».
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