Italia
Nascosero incidente sul lavoro: il giudice li condanna
SANTA CROCE SULL’ARNO. In due sono stati condannati in seguito ad in infortunio sul lavoro capitato a un giovane marocchino che nell’aprile del 2008 stava lavorando in un’azienda del settore...
SANTA CROCE SULL’ARNO. In due sono stati condannati in seguito ad in infortunio sul lavoro capitato a un giovane marocchino che nell’aprile del 2008 stava lavorando in un’azienda del settore conciario a Santa Croce sull’Arno pur non essendo assicurato.
Per questo fatto in tribunale a Pontedera sono finiti a giudizio Francesco Barilà, 49 anni, di Fucecchio, e Claudia Balducci, 68 anni nata a Montaione e residente a Fucecchio. In concorso tra di loro sono stati accusati di lesioni colpose in quanto Balducci era la legale rappresentante della società Artigianpelli srl e Barilà aveva l’incarico di occuparsi dell’organizzazione e della gestione dell’attività lavorativa e, di conseguenza, pur con ruoli diversi, avevano omesso di dare le giuste informazioni sulla normativa contro gli infortuni al loro dipendente che poi si era ferito a una mano mentre era al lavoro senza essere stato assunto regolarmente.
L’immigrato si era tagliato il quinto dito della mano sinistra dopo essere rimasto a contrasto con la mano nei rulli di un macchinario mentre si stava occupando della pulizia del macchinario stesso senza assicurarsi che fosse spento.
Sull’incidente e in particolare sulla dinamica erano state poi fornite diverse versioni. Inizialmente l’operaio, stando a quanto è emerso dal dibattimento, era stato accompagnato al pronto soccorso. Gli era stato consigliato di dire che si era ferito cadendo dalla moto. Insomma, un incidente stradale. Anche se nella realtà era un infortunio sul lavoro.
La verità comunque, anche se con un po’ di ritardo e con una certa fatica, era venuta a galla tanto che Balducci e Barilà sono stati indagati proprio in quanto ritenuti responsabili di quello che era accaduto in fabbrica all’operaio marocchino. La denuncia era partita quando l’operaio aveva chiesto il risarcimento dei danni per l’amputazione del dito. Una richiesta che non aveva avuto le risposte sperate dall’uomo.
In tribunale a Pontedera (sezione distaccata di Pisa) i due sono stati condannati a un anno e sei mesi di reclusione. Il giudice ha concesso la sospensione della pena solo alla donna in quanto non aveva precedenti penali.
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