Proteste
È morta per imprudenza oggi l’addio a Giulia
La venticinquenne stava cercando di allontanarsi dai binari quando è caduta Il treno l’ha come risucchiata e dilaniata. Nessuna autopsia sul corpo
SANTA CROCE SULL’ARNO. È il giorno del funerale di Giulia Musetti, morta a soli 25 anni, dilaniata dal treno che mercoledì pomeriggio l’ha urtata colpendola alle spalle mentre si trovava lungo i binari che corrono paralleli alla zona industriale di Ponte a Egola.
La procura di Pisa ha rilasciato la salma ai familiari che oggi alle 15 potranno dare l’ultimo saluto alla loro cara nella cappella del cimitero di Santa Croce sull’Arno. La polizia ferroviaria di Pisa ha concluso gli accertamenti tecnici richiesti dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni che nella tarda mattinata di ieri ha concesso il nulla osta alla sepoltura.
Tutto fa pensare che la tragedia costata la vita a Giulia sia dovuto ad un comportamento imprudente. Escluse dunque responsabilità da parte del macchinista, che alla Polfer ha spiegato di non essersi reso conto della presenza delle due donne lungo i binari e neppure del successivo impatto, che non è avvenuto in maniera frontale, bensì con la schiena della povera ragazza poi trascinata per alcuni metri e morta sul selciato della linea ferroviaria. Per completezza nelle indagini, ieri sera sono stati controllati anche i dati della scatola nera del treno per verificare la velocità del convoglio. Un accertamento necessario, anche se ormai c’è la convinzione che l’incidente non sia da attribuire a responsabilità del macchinista quanto al fatto che le due giovani si sono avvicinate troppo alla linea ferroviaria pur sapendo che avrebbero corso un serio rischio.
Mercoledì sera Giulia e l’amica Cristina Ciarlantini, 24 anni, di San Miniato, all’ottavo mese di gravidanza, avevano urgenza di raggiungere la linea ferroviaria. Non è escluso neppure che avessero un appuntamento con qualcuno anche se al momento dell’incidente probabilmente le due donne erano da sole. Cercavano qualcosa lungo i binari. Un comportamento che è stato fatale per Giulia e che ha lasciato l’amica nella disperazione.
Mentre erano lungo i binari e in una campagna desolata dove spesso trovano facili nascondigli anche gli spacciatori di droga, la vittima potrebbe essere scivolata proprio mentre le due giovani cercavano di allontanarsi dai binari all’arrivo del treno.
L’inchiesta ha dunque preso la strada dell’incidente causato dall’imprudenza. L’ipotesi del suicidio era stata scartata fin dal primo momento. Si era anche ipotizzato che la giovane fosse seduta vicino ai binari ma anche questa eventualità non ha trovato alcuna conferma. Giulia voltava le spalle al treno, magari stava cercando di allontanarsi ma è stata tradita dalle scarpe che indossava per niente adatte a tutto quel fango su un terreno scosceso in cui, dopo giorni di pioggia, era facile scivolare.
Una triste verità è lentamente venuta a galla dopo le dichiarazioni dell’unica testimone dell’incidente rimasta scioccata. Lei, che sta per dare la vita a un bambino, ha visto morire l’amica senza riuscire a fare niente. Storie problematiche che si intrecciano e famiglie che chiedono rispetto per il loro immenso dolore.
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