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Pontedera

Quella macchina lasciata aperta

Quella macchina lasciata aperta

La vittima e l’amica arrivano nella zona industriale di Ponte a Egola e poi alla ferrovia a bordo della Peugeot 207 di colore amaranto di proprietà del padre di Cristina Ciarlantini. Sono passate da...

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La vittima e l’amica arrivano nella zona industriale di Ponte a Egola e poi alla ferrovia a bordo della Peugeot 207 di colore amaranto di proprietà del padre di Cristina Ciarlantini. Sono passate da poco le 18 di un pomeriggio di freddo e nebbia. Superano il sottopasso ferroviario, parcheggiano la macchina (ieri mattina ancora nello stesso posto, con un finestrino rimasto aperto, nella foto) e si dirigono verso i binari più in alto rispetto alla campagna e alla strada sterrata, ci arrivano da una scaletta a cui si accede facilmente anche se il fondo è scivoloso un po’ per l’erba e un po’ per il fango.

Giulia indossa scarpe non troppo adatte per quel contesto. Fango e pozzanghere sono un’insidia. Forse non aveva in programma di andare lungo la ferrovia: non potrà raccontarlo.

Di posti dove fermarsi per una necessità urgente ce ne sono tantissimi da quelle parti. Eppure le due giovani, una in stato avanzato di gravidanza, decidono di andare lungo i binari.

Vedendo il luogo della tragedia e conoscendo l’amore di Giulia verso gli animali, qualcuno ipotizza che stessero cercando un cane randagio. Ma non convince.

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