Il Tirreno

Pontedera

Pistola alla testa, rapinano il Pala Bingo

di Andreas Quirici
Pistola alla testa, rapinano il Pala Bingo

Navacchio, il racconto del cassiere “ostaggio” dei due malviventi dall’ accento pisano che scappano con 30mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Una pistola puntata alla testa e il viso premuto sul pavimento. La mano tremante del rapinatore, la voce con accento pisano, mentre l’altro afferra tutti i soldi che poteva.

Fotogrammi di una rapina al Pala Bingo di Navacchio fruttata circa 30mila euro, ripresi dalle telecamere interne ed esterne del locale e impressi nella mente di Pasquale Ruggeri, il cassiere che si è trovato in pochi istanti al centro di un’azione durata una manciata di minuti.

Un blitz messo in pratica da chi la sa lunga in fatto di rapine, come confermato dai carabinieri che visioneranno le registrazioni video, comprese quelle della zona della frazione cascinese. «Erano in due, vestiti in tuta da ginnastica, una blu e l’altra nera. Entrambi avevano caschi di quelli aperti, non integrali e guanti di pelle alle mani. Sono arrivati e scappati su uno scooter bianco di 50 centimetri cubici». Chi parla è Alessandro Franceschi, proprietario del Pala Bingo insieme al fratello Massimiliano. Lui ieri mattina alle 11,15, orario in cui è avvenuta la rapina, non era al lavoro, avendo chiuso il locale qualche ora prima. Ha visto, però, i filmati prima di consegnarli ai carabinieri. «Sono arrivati dalla zona del Polo tecnologico di Navacchio e se ne sono andati per la stessa strada – spiega – Appena sono entrati dalla porta principale hanno guardato a destra, poi si sono affacciati nella sala del Bingo e infine si sono diretti verso la cassa con cui gestiamo le slot machine, i gratta e vinci e la vendita di sigarette. Sono stati attenti a non farsi riprendere in volto dalle telecamere all’ingresso, coprendosi con le mani, mentre nel resto dei filmati sono di spalle». Poi il racconto viene proseguito da Ruggeri. «Avevamo aperto da un quarto d’ora, ma non c’erano stranamente ancora clienti – dice il cassiere, dipendente del Pala Bingo da circa 10 anni – In un primo momento ho pensato che fossero qui per mangiare, visto che alle 12 apre il buffet. Entrambi hanno camminato verso di me, ma in un attimo si sono messi a correre». Ruggeri, in quel momento, si trovava dove sempre: dietro al vetro con oblò per parlare con i clienti e vano per scambiare il denaro in monete che finiscono fatalmente nelle slot machine. Un’area a cui si accede da una porta che l’uomo di origini campane ha provato vanamente a chiudere, cercando di scampare al rapinatore armato. «Non ho fatto in tempo – ricorda – mi ha anticipato e mi sono ritrovato con la canna della pistola alla testa». «Mi ha spinto a terra a fianco di un mobiletto – riprende dopo un sorso d’acqua – obbligandomi a stare giù. Mi urlava “ti sparo” con accento pisano, ma non mi dava l’impressione di avere la situazione sotto controllo. La sua mano tremava, tanto che a me è venuto istintivo rassicurarlo che non avrei fatto scherzi. Gli dicevo che ero un operaio e che doveva stare tranquillo». Poi rumori di due cassette con soldi arraffate dal complice e monete gettate in una busta di plastica. «Hai preso tutto?», ha chiesto il rapinatore che teneva sotto tiro Ruggeri. L’altro ha risposto «si» e i 2 se ne sono andati da dove erano arrivati.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa