Il Tirreno

Pontedera

Ex Gaslini, il percorso coinvolge anche l’Unione

Il progetto di sviluppo dal basso, coi piccoli azionisti piace ai sindaci della Valdera anche la quota della Provincia di Pisa, invenduta, potrebbe entrare nel rilancio

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PECCIOLI. Il bando della Provincia resta disatteso. Anche l’ultimo, nonostante sembrasse appetibile per qualcuno, alla fine è stato vano: la Provincia di Pisa non riesce a vendere le quote di sua proprietà della Fondi Rustici, la Ex fattoria Gaslini.

Forse è anche per questo che, sul mercato, adesso, finiscono piccoli appezzamenti di quella proprietà: tre sono interessati da un bando che scadeva proprio in questi giorni. E che hanno il compito, probabilmente, di rendere più appetibile la fetta più grossa dell’operazione immobiliare.

Quei casolari e quel terreno, però, potrebbero entrare, a pieno titolo, nell’operazione che la Belvedere Spa sta cercando di mettere a segno, per dare un’impronta turistica alla struttura e al territorio che neè interessato.

Proprio in questi giorni la fase di presentazione - che il presidente della Belvedere Spa Renzo Macelloni sta svolgendo in maniera capillare - si conclude e si passerà alla fase più operativa e finanziaria, quella per il collocamento bancario. Intanto il progetto, che ha il merito di partire dal basso, di coinvolgere i piccoli risparmiatori, ha incassato il favore dei sindaci dell’Unione dei Comuni della Valdera. Quasi come se avesse un imprimatur zonale, oltre i confini territoriali. Perché questa è la valenza del progetto: una riqualificazione turistica di tutto il territorio. Se l’operazione va in porto, a trarne i benefici non sarà solo chi ha creduto nel progetto che la Belvedere ha proposto in questi mesi. Ma anche la Valdera e la Valdicecina. «Il nostro primo obiettivo – spiega Renzo Macelloni – era non cedere alla speculazione, ma privilegiare l’aspetto turistico che i casolari e il terreno della Ex fattoria Gaslini possono generare». Così, dopo i tentativi fatti nel passato, di coinvolgere grandi investitori, «abbiamo cambiato la declinazione dell’operazione – spiega Macelloni – grazie alla credibilità di Belvedere, al nostro rapporto con il piccolo azionariato e, soprattutto, grazie a un piano industriale e di capitalizzazione, rivolto proprio a questa tipologia di investitori».Ciò permette di convogliare sull’operazione il risparmio importante di cui dispone un territorio come la Valdera. Non ultimo, l’aspetto occupazionale: la trasformazione di quei casolari, con i soldi raccolti dai piccoli investitori, porterà circa 150-200 posti di lavoro. Tutti locali.

«Dietro a tutto questo - conclude Macelloni – stiamo studiando come alzare il livello turistico della Valdera, con due obiettivi: incrementare le presenze, far crescere il periodo di permanenza qui da noi».

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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