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Desio & Robé, domani incontro a Roma

Desio & Robé, domani incontro a Roma

L’azienda chiederà l’attivazione della cassa integrazione per 112 dipendenti e la chiusura di 4 punti vendita

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CASCINA. Si terrà domani a Roma, nella sede del Ministero del Lavoro l’incontro richiesto dalla Desio & Robe’ per l’attivazione della Cassa integrazione straordinaria per i 112 dipendenti dei quattro punti vendita di proprietà , dei quali 57 lavoratori nella sola sede di Pisa. «Manifestiamo perplessità - dichiarano Caterina Ballanti della segreteria Filcams-Cgil, Vittorio Salsedo segretario provinciale Fisascat Cisl e Armando Melandri segretario provinciale Uiltucs Uil - circa le dichiarazioni fatte dai titolari, e comparse qualche giorno fa sulla stampa locale, sulla volontà di resistere e di evitare la chiusura, dal momento che nel corso dell’ultimo incontro ci è stato formalizzato che entro il 31 marzo 2013 l’azienda chiuderà le saracinesche del punto di vendita di Pisa e di Livorno».

La Desio e Robé nel mese di giugno 2012 ha avviato una procedura di mobilità riguardante i quattro punti vendita di Reggio Emilia, Vicenza, Pisa e Livorno, dopo aver dichiarato un esubero di 61 lavoratori su 117, procedura gestita attraverso l’applicazione di un contratto di solidarietà.

A pochi mesi di distanza, l’azienda ha messo in discussione l’intero percorso , annunciando, a novembre, la chiusura dei punti vendita di Reggio Emilia e Vicenza e nei primi giorni di dicembre di quelli di Pisa e Livorno.

«Pur non avendo dubbi sui dati che ci sono stati forniti di una perdita del fatturato del 50% e di una importante esposizione finanziaria, esigiamo chiarezza e trasparenza nei percorsi e nelle cose dette dal momento che le dichiarazioni fatte dall’azienda rischiamo di creare delle false aspettative ai lavoratori. Noi ovviamente ci auspichiamo che la proprietà abbia avuto nel frattempo dei ripensamenti, dei quali avremmo voluto essere messi a conoscenza, sarà l’incontro al Ministero a sgombrare i dubbi sulle scelte che verranno adottate e se le scelte saranno quelle di portare avanti l’attività e quindi di salvaguardare i posti di lavoro».

A causa di questa grave situazione di crisi che coinvolge il nostro territorio, le organizzazioni sindacali, Filcams-Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno richiesto la convocazione delle parti tanto all’amministrazione comunale di Cascina, nella persona del sindaco Antonelli che all’assessore provinciale delle politiche del lavoro Anna Romei «volto – dicono i sindacalisti – alla costituzione di un tavolo comune di confronto che veda riunite tutti i soggetto coinvolti in modo da individuare soluzioni rispondenti alle esigenze di tutela sopra evidenziate»

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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