Il Tirreno

Pontedera

«Al mio risveglio dopo lo schianto lei era già morta»

di Cristiano Marcacci
«Al mio risveglio dopo lo schianto lei era già morta»

Parla il collega di lavoro di Raffaella, la giovane di Cerretti deceduta negli Stati Uniti in un incidente stradale

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SANTA MARIA A MONTE. Il dolore non ha confini. Nel giro di pochissime ore si può allargare di decine di migliaia di chilometri. Alle lacrime che si stanno versando in via Mariani 39 a Cerretti, frazione del comune di Santa Maria a Monte, fanno simbolicamente eco quelle che sgorgano dagli occhi dell’amica Arianna e del fratello Giovanni, partiti per New York subito dopo aver appreso della tragedia. Nella piccola località collinare della provincia di Pisa aveva ancora la residenza Raffaella Russo, 29 anni, stimato perito informatico, che da circa un anno aveva deciso di dare una svolta alla propria vita, trasferendosi negli “States” in cerca di una realizzazione professionale. L’aveva trovata nella sede di Stamford della “Tagetik”, azienda di Lucca.

Un’esistenza a cui il destino ha detto “stop” tra il buio della notte, le luci ad intermittenza dei mezzi di soccorso e i colori innaturali delle lamiere contorte di due auto diventate all’improvviso scrigni di sangue e morte. Giovanni è il fratello trentenne di Raffaella ed è partito da Santa Maria a Monte. Insieme a lui c’è Arianna Fazio, della “Arianna & Friends” di Peccioli, agenzia di incoming turistico, tra le migliori amiche italiane di Raffaella. Hanno raggiunto gli Stati Uniti per espletare direttamente sul posto tutte le pratiche burocratiche per il rientro della salma e per riferire ai familiari rimasti in Toscana che cosa è veramente successo quella maledetta sera. Anche se i rilievi della polizia locale hanno già dato il loro verdetto: l’auto su cui si trovavano Raffaella, passeggera, e un suo collega di lavoro, è stata presa in pieno lungo la Staten Island Expressway dalla macchina di un giovane automobilista ubriaco che ha imboccato contromano la carreggiata e che dopo l’incidente è stato arrestato.

A Cerretti, nel terratetto che si affaccia su una sorta di aia condominiale, regna la disperazione, accentuata dal fatto che il dramma è accaduto dall’altra parte del mondo. In via Mariani ci abitano la mamma di Raffaella, Anna, la sorella Pasqualina (24 anni) e il fratello Giovanni. Il babbo, Angelo, risulta invece residente nel comune di Pontedera, dopo la separazione dalla moglie avvenuta nel 1998. Bussiamo alla porta e ci apre una signora di una cinquantina d’anni. Non ha il volto rigato dalle lacrime, ma si vede lontano un miglio che non ha chiuso occhio durante l’ultima notte. È in soggiorno insieme ad altre persone, probabilmente sono tutti parenti di Raffaella. Sono seduti intorno ad un tavolo tondo, al cui centro spicca l’edizione del Tirreno che “spara” la notizia della morte di Raffaella. «Avete già scritto abbastanza – ci dice non appena ci presentiamo –, non abbiamo niente da aggiungere. Lasciateci in pace, siamo in attesa di notizie».

Le notizie a cui si riferisce la familiare di Raffaella sono quelle che hanno a che fare con il rientro della salma. Sarà con ogni probabilità Arianna Fazio a comunicarle, non appena le autorità statunitensi avranno predisposto tutta la documentazione. Fu proprio Arianna, all’inizio del 2012, ad organizzare in casa propria una cena in onore di Raffaella, per salutarla e rivolgerle un caloroso “in bocca al lupo” per la sua nuova avventura negli Stati Uniti. C’erano in tutto una decina di amici: fu una bella serata, Raffaella era una ragazza brillante e intelligente e non mancava mai di far stare a suo agio gli altri. I suoi amici ricordano che era entusiasta per la partenza per Stamford e per l’importante opportunità formativa che aveva scelto di sfruttare.

Intanto, alla mamma di Lucca ha telefonato il collega di Raffaella, Nicola Tizi, 35 anni, ferito ma solo leggermente nello scontro (è stato infatti già dimesso dall’ospedale e sabato tornerà a casa). «Sono un po’ indolenzito – ha detto Nicola alla madre – ma sto bene. Nello schianto ho perso i sensi e quando mi sono ripreso lei era morta».

«Mia figlia maggiore Simona – dice mamma Anna – è partita per gli Stati Uniti e andrà a prenderlo laggiù. Ho visto le foto della macchina. È stato miracolato. Sono credente e prego tutti i giorni l’angelo custode che lo protegga. La ragazza non la conoscevo. So che erano legati da una bella amicizia e in queste ore penso alla sua famiglia e al tragico Natale che passerà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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