Il Tirreno

Pontedera

Casciana, il paese si divide per le slot machine

Casciana, il paese si divide per le slot machine

Storie e testimonianze all’incontro voluto dall’amministrazione comunale L’esperienza di Raul: «Quanti pericoli si annidano dietro al vizio del gioco»

2 MINUTI DI LETTURA





CASCIANA TERME. Niente meglio della testimonianza di Raul, artigiano della provincia di Firenze, uscito con grandi sacrifici dalla malattia del gioco, per capire quanto sia facile finire nel tunnel della dipendenza e nel vortice legato alla frenesia di scommettere soldi ai videopoker, come in sala corse o al gratta e vinci. Il gioco come ricerca di piacere che crea dipendenza. Le sue parole sono veloci, in sala c’è un grande silenzio. Sul gioco d’azzardo patologico come un disturbo psicologico si è insistito molto nell’incontro che si è svolto nel salone delle Terme di Casciana su richiesta del parroco, don Angelo Falchi, dopo che è stata promossa una raccolta di firme per dire no all’apertura di una nuova sala giochi a Casciana Terme. Incontro promosso dal Comune in collaborazione con l'Unità Pastorale di Casciana Terme per sensibilizzare la cittadinanza sui rischi attraverso interventi di esperti nel settore e testimonianze di chi la dipendenza dal gioco l’ha conosciuta personalmente.

«Ho scoperto il gioco all’età di 14 anni – racconta Raul – e devo dire che nessuno, anche quando ero minorenne, mi vietava l’ingresso alla sala corse. Ho cominciato con le scommesse sportive. Ma quando c’è la dipendenza si può arrivare al Lotto, al Superenalotto, al Bingo. Anche nel mio caso è stato tutto un susseguirsi di scommesse, è diventata una dipendenza come può succedere con l’alcol. Passavo le giornate nella sala corse, tutto era in funzione del gioco. In casa nessuno aveva capito, ero abile a mentire e non avevo mai un soldo». Da sette anni Raul, grazie al gruppo di aiuto “Giocatori anonimi”, dove era arrivato sperando di trovare qualcuno che lo aiutasse a pagare i suoi debiti, è uscito dall’incubo. Ora con la sua testimonianza aiuta chi vive il suo tormento. Giorgio Vannozzi, sindaco di Casciana, ricorda lo sforzo dell’amministrazione comunale, non potendo negare le autorizzazioni a chi vuole aprire una sala slot, a fare opera di prevenzione e si sensibilizzazione. Un messaggio rivolto in particolare ai genitori invitati a non delegare ad altri l’educazione dei figli.

«Si è trasformato il ruolo di educare i figli – osserva la dottoressa Donatella Paffi, responsabile del Sert di Pisa ammettendo che non ci sono le risorse adeguate per accogliere al meglio chi soffre di gioco d’azzardo patologico - Il vissuto non è quello del dolore e quando escono fuori dall’ambiente familiare, come succede a 14 anni, non sanno affrontare frustrazioni e dolore». Così che si aggregano nei gruppi con comportamenti devianti. Le strade a rischio possono chiamarsi alcol, droga o così come gioco d’azzardo. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa