Il Tirreno

Pontedera

Allarme al Sert, dilaga l’uso di cocaina anche tra i teenager

di Andreas Quirici
Allarme al Sert, dilaga l’uso di cocaina anche tra i teenager

Su 600 pazienti della struttura, metà ha problemi di dipendenza. I contatti? Anche prima dei 14 anni

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PONTEDERA. Su circa 600 pazienti che sono transitati dal Sert di Pontedera quest'anno, ben oltre il 50% ha avuto problemi con la dipendenza da cocaina, con le prime assunzioni che avvengono a 14 anni, se non prima. Sono i dati allarmanti comunicati da Milo Meini, responsabile del servizio di tossicodipendenza ieri durante l'intitolazione Renzo Remorini della comunità La Badia a Pardossi.

«Molti arrivano da noi quando sono già maggiorenni – spiega il dottore – ma ricostruendo la loro storia si apprende che a volte il primo contatto con la cocaina avviene in età giovanissima, anche a 11 anni».

E non è da sottovalutare anche la dipendenza da alcol, molto diffusa a causa negli ultimi tempi, anche fra i ragazzi. Meini parla di un cambiamento radicale in atto tra i giovani. «La cocaina costa sempre meno – afferma il medico – e non ci sono più le tradizionali piazze dello spaccio che un tempo erano riconoscibili e, di conseguenza, anche controllate sul territorio di Pontedera e della Valdera. Oggi la distribuzione è capillare e arriva ovunque, creando dipendenze anche in situazioni sociali insolite».

Al Sert di Pontedera, infatti, si presentano persone appartenenti a ogni classe sociale e un po' di tutte le età. E il problema è sempre più quello di non poter fare a meno della cosiddetta “bamba”.

Ma non è solo questa la criticità che rende non semplice il lavoro del servizio contro le dipendenze. «Ormai è raro incontrare persone dipendenti da una sostanza e basta – riprende Meini – Il policonsumo è la piaga maggiore che non agevola certo il lavoro degli operatori. L'eroina è una droga un po' in disuso, mentre la cocaina e l'alcol sono in forte aumento. La diffusione della moda dell'happy hour coinvolge sempre più i giovanissimi, facilitando la penetrazione di queste sostanze, creando situazioni davvero a rischio. E per fortuna che dalle nostre parti non si registrano casi di cannabinoidi sintetici o psicostimolanti venduti su internet che in altre zone hanno creato non pochi problemi. Ma il quadro della Valdera non è certamente positivo». Il sindaco Simone Millozzi, durante la cerimonia d'intitolazione della comunità a Renzo Remorini, ha detto che «strutture come queste permettono di guardare oltre, nonostante la crisi» e che «fare il sindaco a Pontedera, dove la collaborazione fra cittadini, enti, cooperative e associazioni è molto forte, fa sentire di avere persone al proprio fianco». Alla cerimonia erano presenti anche il figlio di Remorini, Alessandro, e la moglie Loriana Cartacci, oltre all'assessore al sociale, Matteo Franconi e il presidente della cooperativa Il Ponte, Marco Cioni, che gestisce direttamente la comunità a Pardossi. «A volte sentiamo il bisogno di sentire di più la vicinanza delle istituzioni – ha concluso Meini – ma è chiaro che contano di più le decisioni che vengono prese e che ci permettono di lavorare bene su questo territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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