Italia
Sulle doppiette in classe si divide anche la giunta
San Miniato, ciclo di lezioni dei cacciatori per i 250 alunni dell’Istituto Sacchetti La vicesindaco Rossi: «Un’iniziativa che è poco finalizzata alla tutela ambientale»
SAN MINIATO. L’istituto Sacchetti di San Miniato difende l’iniziativa organizzata insieme ai cacciatori: «Perché rientra – spiega il preside – in un percorso di conoscenza del nostro territorio rurale». È questa la posizione della scuola, che prova così a stemperare i contrasti nati attorno all’iniziativa promossa dalle associazioni venatorie, Federcaccia e Arcicaccia, in collaborazione con l’assessore alle attività faunistico-venatorie Giacomo Gozzini.
I cacciatori, infatti, insieme ad alcuni tecnici, ieri pomeriggio e domani saranno alla scuola elementare di San Miniato Basso, per illustrare a circa 250 ragazzi le specie faunistiche del territorio, il loro habitat, nonché l’attività delle associazioni venatorie nel mantenimento degli equilibri fra le specie. Un’iniziativa che fa discutere, definita come «una grave opera di indottrinamento» dalla Lav di Pontedera.
Una polemica che di fatto divide la stessa giunta, con il vicesindaco e assessore alla scuola Chiara Rossi che prende le distanze dal collega Gozzini, mostrandosi dubbiosa sull’opportunità dell’iniziativa. «Fermo restando il rispetto dell’autonomia scolastica, che non si discute – precisa Rossi – credo che l’iniziativa sia poco finalizzata alla reale salvaguardia dell’ambiente, anche in base ai principi dei trattati internazionali. Si tratta di un percorso del tutto autonomo rispetto a quelli condivisi con il Cea, il centro di riferimento zonale per l’educazione ambientale del Valdarno Inferiore».
«Una polemica inutile e sterile», afferma invece il preside dell’istituto comprensivo Sacchetti Aido Fattori. «Si tratta di un progetto – spiega – che abbiamo ricevuto su proposta dell’assessore Gozzini, come finalizzato alla conoscenza del nostro territorio rurale. Lo abbiamo accolto con quest’obiettivo, anche perché rientrava in un percorso che già stavamo conducendo. Lungi da noi, quindi, voler prendere la parte dei cacciatori». Parlare di indottrinamento, per il dirigente scolastico, significa «fare un processo alle intenzioni».
Ad alimentare le proteste è soprattutto il secondo step del progetto, previsto per l’11 gennaio nella zona di ripopolamento e cattura di Collebrunacchi, dove alcuni dei ragazzi di quinta prenderanno parte alla stesura delle reti per la cattura e schedatura di lepri. «I cacciatori –chiede Lav – avranno il coraggio di spiegare che la cattura porterà al trasferimento degli animali in una zona dove saranno massacrati in tutta comodità?». «Se durante l’uscita – dice il preside – è prevista la cattura senza armi di un animale per farlo vedere ai ragazzi, a noi va bene. L’unico obiettivo resta quello di far conoscere l’ambiente e la popolazione faunistica».
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