Le spoglie di Suor Maria tornano nella sua Calcinaia
FORNACETTE. Suor Maria Cocconi torna a casa. Dopo la morte e la sepoltura all'interno della cappella del cottolengo di Pisa, sei mesi fa, la donna che ha letteralmente cresciuto intere generazioni...
FORNACETTE. Suor Maria Cocconi torna a casa. Dopo la morte e la sepoltura all'interno della cappella del cottolengo di Pisa, sei mesi fa, la donna che ha letteralmente cresciuto intere generazioni di ragazzini torna a Fornacette, dove ha vissuto per 60 anni.
E la richiesta al comune di Calcinaia (accettata) di trovare un posto alla salma di suor Maria è giunta proprio dai tanti che sono cresciuti con i suoi insegnamenti e i metodi di apprendimento innovativi.
Sabato alle 10,30 saranno tutti presenti ad accogliere uno dei loro punti di riferimento della giovinezza. Originaria di Reggio Emilia, suor Maria Cocconi inviata come educatrice in un asilo per l’infanzia fatto costruire appositamente dagli Orsini Baroni presso una loro fattoria a Badia di Fornacette, una località fiorita fra i campi, perché i figli dei contadini che coltivavano le loro terre potessero avere, durante il giorno, un posto sicuro dove essere accuditi, educati e seguiti nella crescita. Erano tre le suore che quasi come eremite si occupavano, una della casa, una della ottima cucina, e Suor Maria che viveva con e per i suoi ragazzi. Presto anche i bambini di altre località si aggiunsero a quelli già ospitati della struttura degli Orsini Baroni, attirati dai giochi con i quali suor Maria insegnava a vivere ai ragazzini. A guidare il gruppo dei “bambini di Badia” c'è Valter Picchi. «L’operato di Suor Maria Cocconi è talmente sentito tra la nostra gente, che sentiamo la necessità di lasciare sua memoria anche ai posteri – dice l'ex sindaco di Calcinaia e assessore provinciale all'ambiente - tant’è che chiediamo, appena se ne presenterà la possibilità di intestarle una via o una piazza o addirittura una struttura pubblica dedicata ai bambini o più in generale alla cultura». In ballo c'è anche tanto materiale cartaceo, video e fotografico creato dalla stessa suo Maria o recuperato da suoi collaboratori che potrebbe diventare una testimonianza del passato, ma anche una sorta di vademecum per il giusto insegnamento ai più piccoli, con giochi e commediole inventate sul momento, ma anche con sistemi di apprendimento per i meno dotati psicologicamente che, senza il supporto d'insegnanti di sostegno, suor Maria portava avanti con successo e risultati concreti. (a.q.)
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