Finanza
La rivolta contro Poste si fa a ombrellate
Gli anziani di Montefoscoli protestano per la chiusura dell’ufficio: “assalto” agli impiegati per evitare il trasferimento
PALAIA. Gli animi sono accesi a Montefoscoli, frazione di Palaia, e i pensionati sono in prima fila, ombrelli alla mano, quando c’è da protestare per non perdere un servizio importante per il paese come l’ufficio postale, già colpito da provvedimenti di taglio, tanto da restare aperto soltanto tre giorni alla settimana. Non li spaventa neppure la pioggia, ieri mattina caduta a intervalli con scrosci violenti simili a “bombe” d’acqua. Volano parole grosse, ci scappa anche qualche ombrellata contro la porta dell’ufficio e poi contro l’utilitaria con cui i dipendenti di Poste, accusati di non avere compreso il valore della protesta. Loro, gli abitanti di Montefoscoli, ci mettono la faccia in questa battaglia. Sono disposti a fare la loro parte fino in fondo a fianco dell’amministrazione comunale che, coinvolgendo il prefetto, cerca di evitare la chiusura.
E così all’apertura delle Poste per evitare che gli impiegati si mettano al lavoro e comincino il trasferimento di pratiche e computer arrivano anche gli abitanti della frazione di Palaia. Si sentono presi in giro e non lo nascondono. Quel cartello affisso e tolto in un battibaleno li ha lasciati con tanta amarezza. Anzi, qualcuno sembra avercelo proprio sullo stomaco. «Avevano messo un cartello in cui informavano della chiusura dell’ufficio ma quando hanno visto che i pensionati cominciavano a togliere i soldi – racconta Luciano Trovatelli – lo hanno fatto sparire... Non mi sembra un modo di fare corretto».
La mattina - si intuisce subito - prenderà una brutta piega. La Panda di servizio delle Poste ha le ruote a terra (sgonfiate, non tagliate). Non è un caso... L’utilitaria così non potrà fare consegne e nemmeno trasportare materiali da ufficio. Gli impiegati, ieri in tre al lavoro, chiamano i carabinieri di Palaia e segnalano il sabotaggio. Ma a quel punto davanti alle Poste c’è la ressa. Sono i pensionati, oltre a qualche giovane. Sguardi arrabbiati di chi non è disposto ad accettare provocazioni. «Quando ci hanno visto gli impiegati si sono messi a ridere. Sghignazzavano. Ci hanno chiamato terroristi», dicono Nicla Mazzarri e Piero Benvenuti.
Quest’ultimo “offre” i polsi ai carabinieri un po’ scherzando e un po’ per richiamare l’attenzione sui disagi che la chiusura comporterà per la piccola comunità fatta di tante persone anziane. Per uscire dall’ufficio postale, che da oggi chiude, i tre impiegati hanno bisogno della scorta dei carabinieri. La gente grida vergogna. Alcuni pensionate circondano la Panda con cui gli impiegati se ne vanno.
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