Il Tirreno

Pontedera

Le sorelle che arredano i set del grande cinema

di Francesca Suggi
Le sorelle che arredano i set del grande cinema

Fornacette: nell’ultimo film di Genovese lo stile di Claudia e Mariangela Federighi «Saremo anche nel lavoro dedicato alla mafia dell’ex Iena Pif che uscirà a breve»

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CALCINAIA. Passare per caso da via Arenula a Roma. Spulciare nella vetrina di mobili e complementi di arredo made in Fornacette e volerli a tutti costi nel film. Questa la miscela esplosiva che accende la scintilla tra il regista Paolo Genovese e l’azienda Federighi spa che, per la prima volta nella sua decennale storia, sfonda nel mondo del cinema. E lo fa nella pellicola, campione di incassi al botteghino, “Una famiglia perfetta”.

Ci sono Claudia Gerini e Sergio Castellitto seduti su quelle sedie shabby-chic ideate dalle sorelle Claudia e Mariangela Federighi. Così pure l’attrice Carolina Crescentini e Francesca Neri poggiano i gomiti sul tavolo impreziosito dagli articoli inviati sul set direttamente dalla Valdera.

«Abbiamo arredato tutti gli interni della villa di campagna che fa da cornice alla pellicola di Genovese, ambientata a Todi: siamo stati contattati dalla produzione dopo che qualcuno a Roma ha visto il nostro negozio monomarca Blanc Mariclò», l’entusiasmo di Claudia Federighi, 35 anni, è alle stelle.

«Ci siamo divertite un sacco a riconoscere già nelle foto in anteprima i nostri articoli», continua lei che insieme alla sorella, appena uscite dall’università (rispettivamente architettura e legge), hanno creato il marchio che dal 2001 ad oggi sfonda pure i mercati francesi, spagnoli e belgi. Fino ad arrivare in Russia e in Giappone.

Piace il mix tra lo stile country e quello vintage-chic. Senza dimenticare un tocco di quelle tipicità francesi vicine al gusto di Luigi XV e XVI. Una miscela che fa di Blanc Mariclò una catena di 40 negozi monomarca in Italia, riforniti dall’azienda madre, Federighi spa, appunto che conta a Fornacetta 60 dipendenti e non conosce la crisi.

«Per fortuna il nostro è un settore di nicchia che per adesso se la passa bene: la crisi c’è nel mercato italiano, in quelli esteri no», continua Claudia che si ricorda quasi a memoria tutti gli articoli utilizzati nel set del film. «È stato bello noleggiare una sala cinematografica a Firenze e vedere la prima del film tutti insieme, con i nostri dipendenti», continua.

E già le due sorelle si fregano le mani, al pensiero che presto vedranno il loro stile pure in un’altra pellicola, quella dell’ex Iena, il regista Pif. «Diciamo che questo film che parla di mafia è il primo a cui abbiamo partecipato: qui abbiamo arredato la cameretta della bambina protagonista che da grande diventa l’attrice Cristina Capotondi», prosegue Claudia che non manca di sottolineare che tutta questa soddisfazione, lei e la sorella, la devono al padre Francesco Roby Federighi e al nonno, che hanno dato vita all’azienda.

E quindi ai loro sogni. «Recentemente – chiude – abbiamo trovato una lettera commovente datata 1940 di mio nonno che con la scusa di vendere dei tessuti, corteggiava quella che poi sarebbe diventata mia nonna».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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