Attenzione
Le classi si reggono sugli immigrati, lo dice la Caritas
VOLTERRA. Un incremento del 6,5% di studenti immigrati alle primarie dell’Alta Valdicecina. A cui corrisponde, poi, un forte abbandono scolastico alle scuole superiori. Dal quadro generale a quello...
VOLTERRA. Un incremento del 6,5% di studenti immigrati alle primarie dell’Alta Valdicecina. A cui corrisponde, poi, un forte abbandono scolastico alle scuole superiori. Dal quadro generale a quello particolare, salta pure fuori che in una classe dell’istituto tecnico di Pomarance il 50% degli alunni è extracomunitario.
A fare il punto sulla situazione stranieri sul territorio è il dossier immigrazione Caritas-Migrantes 2012.
«Indubbiamente queste persone che vengono da fuori sono una risorsa», sottolinea Patrizio Pasco, assessore del Comune di Pomarance.
Nella sala adiacente alla chiesa di San Michele, a Volterra, ci sono tutti gli amministratori al sociale. Ognuno ascolta Graziella Cavallo, relatrice della Caritas della diocesi di Volterra. Oltre ai rappresentanti delle amministrazioni di Volterra, Pomarance e Peccioli, a cui il dossier è donato, presente all’incontro il vescovo Alberto Silvani, cittadini comuni e una nutrita schiera di alunni degli istituti superiori di Volterra. «Ci sono molti dati – spiega con puntualità la relatrice introdotta da don Chesi – ma quello che ci preme di mettere in risalto è ciò che c’è dietro i dati, ci sono volti e storie che ci dicono che nel mondo la migrazione è non un fenomeno, ma un dato costante». Più o meno nell’ordine, le nazionalità più presenti sono: rumena, albanese, africana, asiatica. Più della metà europei, dunque. In Toscana si registra la presenza di popolazione immigrata regolarmente censita intorno al 10% della popolazione totale, un paio di punti in più rispetto alla media nazionale.
Per i dati riguardanti la popolazione lavorativa, che non fanno differenza tra comunitari ed extra, la situazione vede in prima fila i lavoratori rumeni, poi cinesi, albanesi, marocchini. In aumento i contratti aperti fatti a stranieri nell’ultimo anno (più 1.124); ma diminuiscono quelli nel settore industriale, - 2.513, specie nell’edilizia.
Non manca di commentare il vescovo. «Impariamo a vedere chiaro, inutile dire che l’immigrazione è un problema, i problemi, se ci sono, si risolvono».
Continua Simone Lonzi, assessore al sociale di Volterra.
«Noi siamo un popolo di migranti, i ragazzi nati qui fanno un percorso sociale che viene fatto da tutti i coetanei, sia che abbiano genitori italiani che non, crescendo arrivano i problemi: mi ha colpito la slide in cui si vede che il 60% degli italiani dice che “gli immigrati sono un arricchimento” e uno stesso 60% dice che “gli immigrati sono troppi”, contraddizioni che purtroppo appartengono al mondo dei grandi». (g.b.)
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