Il dolore
I grillini: «Chiarite l’accensione dell’impianto»
Restano ancora aperte le domande a due settimane dall’accensione del pirogassificatore della Waste Recycling Spa a Castelfranco di Sotto. «Comitati, forze politiche e...
CASTELFRANCO DI SOTTO. Restano ancora aperte le domande a due settimane dall’accensione del pirogassificatore della Waste Recycling Spa a Castelfranco di Sotto. «Comitati, forze politiche e soprattutto i cittadini non hanno ancora ricevuto una risposta dalle autorità in merito all’accaduto – afferma il Movimento 5 stelle –, ne risulta assunto alcun provvedimento contro chi potrebbe aver violato le ordinanze cautelari del Tar della Toscana e del Consiglio di Stato».
Per i grillini c’è un profilo di «incoerenza delle amministrazioni comunali del comprensorio, che hanno speso circa 20mila euro per un ricorso congiunto contro la costruzione e l’utilizzo dell’impianto, e poi non vigilano sul rispetto di quanto sancito dal percorso intrapreso fino ad oggi». «Abbiamo inviato gli agenti della polizia municipale – aveva precisato l’amministrazione comunale di Castelfranco il 30 novembre, giorno dell’accensione –. Il verbale è stato subito girato all’Arpat, all’Asl e alla Provincia per avere chiarimenti in merito, visto che l’impianto non può essere messo in esercizio. Adesso siamo in attesa di una pronta risposta dagli organi competenti». Mentre dalla Waste Recycling veniva sottolineato che «la società, nel pieno rispetto della sospensiva del Tar della Toscana, che impedisce la messa in esercizio, ha completato una delle fasi di montaggio dell'impianto che è, invece, consentito così com'è consentita l'accensione a metano purché il forno non sia alimentato con rifiuti o biomasse».
Un fatto giudicato «molto grave» perché contribuisce ad alimentare «quel senso di frustrazione che provano tutti gli onesti cittadini quando chi non rispetta le regole non solo non rischia niente, ma spesso si prende gioco proprio di chi quotidianamente vi si attiene». Ai sindaci del comprensorio il Movimento 5 stelle chiede di verificare «se sono ipotizzabili violazioni ai provvedimenti cautelari della giustizia e in caso a prendere i provvedimenti più opportuni e risoluti». E sottolineano il tempismo dell’azienda «nell’effettuare l’accensione, solo dopo la chiusura del procedimento del Tar, avvenuta infatti lo scorso 20 novembre. Di fatto questo episodio non è potuto entrare nell’attuale dibattimento del Tar, di cui si attende l’esito».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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