Proteste
“Desio & Robé” a rischio chiusura
L’azienda dei fratelli Cerri conta centodieci addetti si punta a salvare gli ipermercati di Navacchio e Livorno
NAVACCHIO. A Navacchio e Livorno si svuota tutto per il rinnovo dell’esposizioni, con sconti fino al 70%. Nel vicentino, invece, è già certa la chiusura. Nel punto vendita di Grumolo delle Abbadesse i tagli sui prezzi di listino arrivano anche al 90%. Due scenari che danno la misura delle difficoltà che investono una realtà storica del commercio: l’azienda dei fratelli Desio e Roberto Cerri, padri della catena di ipermercati Desio & Robé.
Rispetto ai numeri dello scorso anno il quadro economico e finanziario della società che ha sede a Navacchio è precipitato. Gli ipermercati di generi non alimentari, a carattere generalista, che per decenni sono stati la forza dei fratelli Cerri, hanno perso in competitività in un contesto di grandi magazzini specializzati per generi merceologici. Quest’anno all’appello manca circa il 40% del fatturato rispetto al 2011, e ciò a fronte di un indebitamento elevato. Una scelta quest’ultima che è figlia della volontà di puntare e investire nell’azienda acquisendo i terreni ed i fabbricati funzionali all’attività commerciale.
Quattro gli ipermercati Desio & Robé: Vicenza, Reggio Emilia, Navacchio e Livorno. Quattro realtà che nell’insieme generano un risultato in rosso. Da qui a scelta di arretrare chiudendo i punti vendita di Vicenza e Reggio Emilia per fare quadrato e salvare quelli di Navacchio e Livorno. Una galassia commerciale sotto le insegne Desio e Robé che conta centodieci addetti, di cui 60 nella sede di Navacchio e 20 a Livorno.
Per la prosecuzione dell’attività restano degli spiragli. Intanto dalle vendite di questo periodo c’è l’attesa di generare una liquidità sufficiente a onorare gli impegni verso i dipendenti e i debitori. Un filo di speranza che si lega al ricorso alla richiesta di cassa integrazione straordinaria e che per adesso non prevede l’utilizzo di procedure concorsuali ma solo la ristrutturazione del debito con il consenso delle banche e dei fornitori dando a garanzia proprio il patrimonio immobiliare della società Desio e Robé Srl. In pratica, i consulenti a cui si è rivolta l’azienda stanno lavorando alla messa a punto di un piano che preveda della dilazioni sui tempi con la garanzia però del pagamento integrale dei debiti. Lo scenario resta a tinte fosche. Difficile anche alleggerire il peso della crisi attraverso la ricerca sul mercato di realtà imprenditoriali interessate a rilevare la catena di negozi o parte degli immobili.
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