Il Tirreno

Pontedera

Una stagione per la Toscana

di Andrea Lanini
Una stagione per la Toscana

Pontedera-Buti e Lari: 32 spettacoli, 47 repliche e neppure un taglio nei finanziamenti

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PONTEDERA. C'è la crisi, e va bene, ormai non importa neanche più farne menzione, che tanto nulla cambia e forse porta anche male, ma proprio per questo fa piacere sapere che «né la Regione, né le tre amministrazioni che partecipano all'organizzazione di “Una stagione per la Toscana” hanno tolto un euro alla cultura. Seppur con fatica, siamo riusciti a tener fede agli impegni presi». Liviana Canovai e Isa Garosi, assessori del Comune di Pontedera e di Buti, che assieme a quello di Lari stanno per varare uno dei cartelloni più interessanti della stagione teatrale 2013, lo dicono a una voce.

Fa piacere perché il teatro vivifica e nobilita chi vi interagisce, e avere a portata di mano, in tre luoghi vicini geograficamente, emozionalmente e programmaticamente (il Teatro Era di Pontedera, il Francesco di Bartolo di Buti e il Teatro di Lari), un tale stuolo d'artisti della scena è, in tempi così grami, un'opportunità insperata. 32 spettacoli per 47 repliche, da gennaio ad aprile. Per il terzo anno di fila, con “Una stagione per la Toscana”, l'unione fa la forza. Della drammaturgia, ma non solo.

Roberto Bacci, direttore artistico della Fondazione Pontedera Teatro, Dario Marconcini, direttore artistico del Francesco di Bartolo, Alice Giulia Di Tullio, attrice, collaboratrice di Scenica Frammenti (il cui deus ex machina, Loris Seghizzi, organizzatore del Festival Collinarea, dirige l'attività del Teatro di Lari), elencano gli illustri ospiti, le prime nazionali, le nuove produzioni, le iniziative che affiancano la stagione 2013, tra cui i progetti “Scendere da Cavallo” e “50 spettatori da adottare” della Fondazione Pontedera Teatro, le residenze con cui Scenica Frammenti convoglia a Lari attori e registi da tutta Italia, potendo, grazie al virtuoso baratto tra l'ospitalità ricevuta e lo spettacolo che si offre, abbattere i costi e eliminare i biglietti (a Lari, per entrare a teatro basterà un'unica tessera), il generoso piano d'azione che Marconcini e il di Bartolo dedicano alle radici culturali della propria terra (lavori improntati sulla tradizione del Maggio e sull'ottava rima). A partire dal 10 gennaio, a inaugurare il cartellone ci pensa Arturo Cirillo, in scena a Buti con “Ferdinando” di Annibale Ruccello. Poi, alcuni dei più importanti nomi della scena nazionale e internazionale: dal “Flauto magico” di Peter Brook (16-17 aprile) ai “Bassifondi” di Oskaras Korsunovas (16 febbraio), da “Amore e carne” di Pippo Delbono (13 marzo) a “Anastasia, Genoveffa e Cenerentola” di Emma Dante (10 marzo), dalla prima nazionale del nuovo “Amleto” che Roberto Bacci realizza in collaborazione con gli attori del Teatro Nazionale Rumeno (13 aprile), al fianco dei quali Anna Stigsgaard ha costruito la sua ultima regia, dedicata all'“Idiota” di Dostoievski (il prima nazionale il 10 aprile).

Il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards presenta, dal 28 febbraio al 2 marzo, “The living room” (regia di Richards), mentre il 5 e 6 aprile “I am America”, per la regia di Mario Biagini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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