Finanza
Devasta la casa prima dello sfratto
La scoperta con l’intervento dell’ufficiale giudiziario Aveva fatto sparire i mobili, inquilino condannato a un anno
SANTACROCE SULL’ARNO. Uno sfratto tormentato e con sorpresa finale. Quando la mattina del 30 novembre di due anni fa la proprietaria di un appartamento affittato a Ciro Laezza, 49 anni, originario di Napoli e residente in provincia di Pisa ormai da alcuni anni, era arrivata a prendere di nuovo possesso dell’immobile di sua proprietà si era trovata davanti a una scena incredibile. La casa era stata devastata dall’inquilino, come è emerso dalle indagini successive portate avanti dai carabinieri dopo la querela della proprietaria. E non solo vennero scoperti alcuni atti vandalici ma anche gli arredi, mobili ed elettrodomestici, avevano preso il .. volo. Spariti. E tutto questo senza che la proprietaria dell’edificio avesse avuto la possibilità di evitare tutti quei danni. Così lo sfratto era andato a buon fine, almeno quel giorno, ma si era aperta tutta un’altra complessa questione per cercare di recuperare qualcosa degli oggetti spariti.
Alla fine l’inquilino è stato indagato per appropriazione indebita ed è finito a giudizio in tribunale a Pontedera, sezione distaccata di Pisa.
La proprietaria dell’appartamento, durante il dibattimento, ha spiegato la difficile situazione che si era venuta a creare strada facendo con l’inquilino il quale, alla fine, era pure stato sfrattato, dopo lunghe trattative. Nessuno però aveva avuto il sospetto che l’uomo si stesse organizzando non solo per liberare l’appartamento ma anche per portare via tutto quello che c’era all’interno al momento in cui gli erano state consegnate le chiavi ed era iniziato il contratto d’affitto.
Invece prima di andarsene, secondo quanto è emerso anche in tribunale, Ciro Laezza aveva programmato un vero e proprio trasloco di arredi che in realtà non erano di sua proprietà e che avevano un valore, stando alla denuncia presentata ai carabinieri di Santa Croce sull’Arno, di circa quattro mila euro.
A testimoniare che mancavano gli arredi è intervenuto anche l’ufficiale giudiziario che quella mattina era stato incaricato di notificare all’inquilino poi finito nei guai il procedimento di sfratto diventato esecutivo dopo una lunga attesa da parte del proprietario.
Il giudice monocratico, Angelo Perrone, ha condannato l’imputato a un anno di reclusione e al pagamento di una multa di 750 euro.(s.c.)
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