Proteste
Cresce la differenziata, servono impianti
Geofor: nel 2013 via ai lavori per la nuova struttura di compostaggio. «Ma occorre pensare a una filiera sul territorio»
PONTEDERA. Cala la produzione dei rifiuti, aumenta la percentuale del materiale sottratto alle discariche, cresce la raccolta differenziata. Le percentuali si fanno sempre più importanti, i dirigenti di Geofor, l’azienda che gestisce il ciclo della raccolta e dello smaltimento, studiano nuove soluzioni per incrementarle, per cercare di raggiungere la soglia del 65% (ora, la media dei Comuni serviti da Geofor supera il 48%). Ma il futuro impegna i gestori anche sul fronte degli impianti: quello per compost dovrebbe nascere a partire dal prossimo anno. Nel 2013 dovrebbero partire i lavori, adesso l’azienda è impegnata sul fronte dei finanziamenti. E poi, dicono i responsabili di Geofor, servono filiere per la differenziata, per il riciclo di plastica, carta, alluminio e vetro. La Revet, sul territorio, è una realtà importante. Da emulare.
Non tutti i Comuni sono virtuosi. «La nostra punta di diamante - spiega il presidente di Geofor Paolo Marconcini - è Ponsacco: la percentuale raggiunta, di 80,74%, è eccezionale. Ottimi anche i risultato di Calcinaia, Calci, Santa Croce e San Giuliano». Sono tutti sopra il 70 per cento. Vecchiano, che fa registrare un calo, è al 69,74%.ma poi ci sono altri Comuni che fanno fatica a raggiungere certi risultati: Fauglia e Casciana sono ancora sotto il trenta per cento; Buti l’ha superato di Poco. Montopoli e Crespina sono poco distanti da quelle cifre.
I progetti per incrementare la differenziata. A febbraio il porta a porta partirà a Cascina. In questo periodo la città si sta preparando. Riunioni con i cittadini, al distribuzione del kit, la campagna di informazione. «È un bacino di 44mila abitanti – spiega Marconcini – ci aspettiamo un bel balzo avanti nella differenziata, che adesso è al 40 per cento». Altri Comuni hanno chiesto di studiare nuove soluzioni: San Miniato,Santa Maria a Monte e Pontedera vogliono veder crescere la fetta di rifiuti che viene sottratta alla discarica. «In qualche posto pensiamo di passare al porta a porta integrale – spiega il presidente della Geofor – in altre, come a Pontedera, vedremo: magari un incremento della differenziata si può ottenere rimettendo per strada i cassonetti dell’umido».
Gli effetti della crisi. Ci sono studi sull’effetto che la crisi ha sulla produzione dei rifiuti. Il calo (-11 per cento), in parte è dovuto al fatto che si pone più attenzione a differenziare; ma anche al periodo economico che stiamo vivendo. «Meno conferimenti in discarica – spiega l’amministratore delegato di Geofor, Fabrizio Catarsi - significa anche meno entrate. Calcoliamo che, sul bilancio, questa situazione peserà un milione di euro in meno, nelle entrate. E se a queste, inoltre, aggiungiamo il fatto che, per mancanza di impianti sul territorio, portiamo rifiuti da differenziare fuori, sono altri soldi che pesano sul nostro bilancio».
La necessità di una filiera dei rifiuti. «Servono impianti di filiera – prosegue Catarsi – in vista del fatto che la raccolta differenziata, a breve diventerà prevalente sul totale dei rifiuti prodotti». Per capire ci aiutano le cifre: da gennaio a ottobre del 2011 il 43,72 era differenziata, il 56,28 indifferenziata. Lo stesso periodo di quest’anno, la differenziata è al 48,85%, l’indifferenziata al 51,15%. Il punto mediano e vicinissimo. Ma c’è anche un altro problema, legato all’utilizzo dei rifiuti riciclati. E che è legato anche alla mentalità e all’educazione civica degli utenti.
«A volte il materiale riciclato, proprio per la scarsa attenzione nello smistare i rifiuti, non può essere utilizzato perché presenta impurità o contaminazioni con altri rifiuti». Risultato: solo quest’anno, per le cosiddette impurità nel materiale consegnato alla Revet, per la propria produzione, la Geofor si è trovata a pagare 60mila euro di sanzioni.
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