Il Tirreno

Pontedera

Sicurezza, il comitato chiama il sindaco

di Sabrina Chiellini
Sicurezza, il comitato chiama il sindaco

I cittadini di Calcinaia, pronti a organizzare le ronde contro i furti, convocano un secondo incontro con le istituzioni

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CALCINAIA. La saletta civica intitolata a don Angelo Orsini, a fianco del municipio, è affollata. Le strade sono ghiacciate ma l’argomento all’ordine del giorno sta a cuore a tanti in paese.

Sono un centinaio i cittadini, giovani e padri di famiglia, che si presentano all’incontro organizzato da un gruppo di persone, pronte a dare vita a un comitato, come risposta ai numerosi saccheggi che ci sono stati nelle ultime settimane a Calcinaia come a Fornacette. «La situazione è preoccupante» ripetono più volte chiedendo maggiori controlli e un diverso atteggiamento da parte dell’amministrazione comunale su fatti che stravolgono la vita di chi si trova ad avere a che fare con i malviventi.

Non lo nascondono. Loro, quei cittadini tartassati dai furti, si aspettavano di poter avere un sereno confronto con il sindaco, Lucia Ciampi, così come con i rappresentanti delle forze di polizia che però, informati non con un largo anticipo, per motivi diversi non sono presenti.

Preso atto delle assenze, l’incontro non può che andare avanti e dagli interventi emerge, ancora una volta, l’intenzione dei cittadini di fare qualcosa, impegnandosi in prima persona, per arginare il problema dei furti, come ripete Giuseppe Leonetti, promotore dell’iniziativa insieme a Luca Angelotti, che ha pagato pure trenta euro per l’affitto della sala. «Questo è il regolamento comunale – dice – se la saletta la chiedono i cittadini e non un’associazione devono pagare». Un particolare difficile da accettare per chi in questo momento ritiene la sicurezza un problema prioritario che riguarda da vicino l’amministrazione comunale.

«Faremo in modo di organizzare un altro incontro, il 20 dicembre, nella speranza che questa volta il sindaco possa essere presente», dice Leonetti. Nel frattempo alcuni giovani, che frequentano il circolo Gatto Verde, dopo avere elencato i numerosi furti di cui sono venuti a conoscenza o per esperienza personale e dai racconti di amici e vicini di casa, non hanno timore ad ammettere che loro sarebbero anche pronti a organizzare vere e proprie ronde. Ma si rendono conto che non possono farlo. Di conseguenza si limitano, come raccontano durante l’assemblea, a girare in macchina per le strade del paese.

«Siamo consapevoli che non possiamo intervenire direttamente – aggiungono – ma nessuno potrà impedirci di girare per il paese. Non siamo armati nè altro. E se vediamo qualcosa di strano il nostro impegno è quello di chiamare il 112. Certo ci sarebbe piaciuta una maggiore collaborazione, una maggiore disponibilità da parte delle istituzioni ad ascoltare le nostre richieste».

L’idea di partenza era quella delle ronde. «Se necessario faremo le ronde per proteggere le nostre case», hanno ripetuto i promotori dell’iniziativa, pronto a trovare una soluzione diversa ma sempre nell’ottica di una maggiore percezione della sicurezza.

Alla fine, dopo un’ora e mezzo, la riunione viene aggiornata a metà della prossima settimana. L’idea resta quella del confronto con i rappresentanti delle istituzioni per cercare una strada comune contro la costante presenza dei ladri che colpiscono in modo particolare dopo le 18.

«Noi comprendiamo le esigenze di chi ha il compito di garantire la sicurezza ma dovranno essere capite anche le nostre richieste di cittadini che hanno paura anche quando sono nelle loro case. Se i controlli non sono sufficienti bisognerà fare qualcosa», ribadiscono gli organizzatori dell’incontro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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