Sicurezza
Il presidente del Santa Chiara e l’indennità illegittima
VOLTERRA. L’indennità percepita dal presidente del Santa Chiara, Renato Bacci, sarebbe irregolare. Almeno stando a quanto dice una sentenza della Corte costituzionale dello scorso giugno, la numero...
VOLTERRA. L’indennità percepita dal presidente del Santa Chiara, Renato Bacci, sarebbe irregolare. Almeno stando a quanto dice una sentenza della Corte costituzionale dello scorso giugno, la numero 161.
La Cgil aveva posto un problema politico alcuni mesi fa, chiedendo di sospendere il compenso del presidente e dei membri del consiglio d’amministrazione, visto il momento di crisi e le preoccupazioni occupazionali per i dipendenti. Sulla vicenda legata alla legittimità o meno del compenso di Bacci era stato richiesto anche il parere di un legale che aveva dato il via libera. Ora, però, questa sentenza pone qualche interrogativo e potrebbe aprire scenari problematici per la presidenza e per l’amministrazione comunale.
Nella sentenza di parla di Aziende di servizi alla persona, rispetto alla normativa della Regione Abruzzo.
«Viene prospettata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 11, commi 8 e 9, della medesima legge regionale numero 17 del 2011, secondo cui al presidente dell’azienda compete un’indennità determinata in misura percentuale su quella spettante ai direttori generali delle aziende unità sanitarie locali dell’Abruzzo ed a ciascuno dei componenti del consiglio di amministrazione una pari al sessanta per cento di quella spettante al presidente – si legge nel documento della Corte costituzionale - Tali previsioni si porrebbero in contrasto con il principio di coordinamento della finanza pubblica espresso dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo numero 78 del 2010, secondo cui “la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti, che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità dei predetti enti è onorifica. Essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute, se previsto dalla normativa vigente. Qualora siano già previsti, i gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30 euro a seduta giornaliera. La violazione di quanto previsto dal presente comma determina responsabilità erariale e gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli”. Risulterebbe in tal modo violato l’articolo 117, terzo comma della Costituzione».
Ai tempi della polemica a Volterra e dintorni, il presidente del Santa Chiara Renato Bacci disse che la proposta di riduzione dei costi era stata avanzata al sindaco e non a lui. «Non è un mio problema», spiegò Bacci candidamente. Pronta la replica della Cgil, che aveva proposto la riduzione dei costi complessivi della struttura e la sospensione del pagamento delle indennità a presidente e membri del cda, in considerazione del fatto che venivano chiesti sacrifici ai dipendenti in un momento di particolare crisi dell’azienda di servizi alla persona.
Di questa vicenda non si è più parlato. Ma la sentenza della Corte costituzionale sembra parlare chiaro e ammettere poche obiezioni.
Il sindaco Marco Buselli adesso è chiamato a fare chiarezza su un argomento di forte attualità, vista i continui tagli ai costi imposti ai cittadini da parte dello Stato.
Andreas Quirici
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