Sicurezza
Baby rapinatori nei guai dopo il raid alle giostre
Con un tirapugni avevano minacciato un coetaneo per farsi dare un iPhone4 Le indagini della polizia, denunciato anche chi ha acquistato il telefono rubato
PONTEDERA.
Non sono ancora maggiorenni e già sono accusati di rapina oltre che di spaccio. La baby gang torna ad essere protagonista in città ma i due giovani autori della rapina di un telefonino cellulare sono stati individuati dalla polizia che ha seguito altre indagini su fatti che hanno portato alla denuncia di minorenni.
La rapina risale ad alcune settimane fa: tre ragazzi minorenni provenienti da fuori città, fermarono una volante in servizio specifico nella zona del luna park, riferendo di aver subito una rapina. In particolare, uno dei ragazzi, in possesso di un telefono cellulare iPhone4, raccontò che, poco prima, era stato avvicinato da altri due ragazzi stranieri di circa 16 anni che con la minaccia di un tirapugni in metallo con punte acuminate, avevano preteso la consegna del telefono. Il ragazzo senza reagire aveva “eseguito” quella richiesta, subendo anche delle minacce di morte se avesse riferito alla polizia quello che gli era accaduto. Il monitoraggio fatto dalla polizia sulla criminalità minorile, la conoscenza dei singoli ragazzi considerati a rischio hanno consentito l’individuazione dei responsabili del fatto. Sono due ragazzi, un 17enne albanese e un 15enne romeno, il primo già con precedenti penali, il secondo orbitante in quelle mini gang, entrambi residenti in Cascina, immediatamente denunciati in stato di libertà per il reato di rapina aggravata in concorso, minacce e porto abusivo di arma da taglio.
Le successive perquisizionnelle abitazioni dei due indagati non hanno consentito il recupero del cellulare, di cui i due se ne erano immediatamente disfatti, ma il rinvenimento di sostanze stupefacenti tipo eroina e marijuana, nell’abitazione del ragazzo più grande ha fatto finire nei guai anche il di lui fratello, sempre minorenne, entrambi denunciati anche per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sono poi continuate le ricerche del telefono cellulare che era stato illecitamente acquistato prima da una rumena 50enne di Cascina che a sua volta l’aveva venduto a un 17enne italiano sempre di Cascina, entrambi denunciati per il reato di ricettazione. Finalmente, si è proceduto al recupero del telefono che, in perfette condizioni, in questi giorni, è stato restituito al legittimo proprietario che è rimasto molto contento per aver recuperato un oggetto costoso che pensava di aver perso per sempre. La polizia consiglia di evitare di acquistare oggetti usati di cui non si conosce la provenienza e senza il riscontro dell’acquisto ( scontrino e confezione originale) per evitare il rischio di essere denunciati per ricettazione o incauto acquisto.
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