Il Tirreno

Pontedera

Asso Werke, la trattativa resta aperta sulla “cassa”

di Manolo Morandini

Dalle assemblee con i lavoratori nuovo mandato alla delegazione sindacale Oggi il vertice con la direzione aziendale al tavolo dell’Unione industriali di Pisa

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FORNACETTE. Fumata nera all’Asso Werke di Fornacette. Le assemblee dei lavoratori rimandano a una nuova trattativa la sottoscrizione del piano di riorganizzazione presentato dalla dirigenza che si accompagna alla richiesta di cassa integrazione straordinaria per un anno per 150 dei 350 addetti. Una pillola amara, messa in campo per garantire un futuro a uno dei colossi del comparto metalmeccanico della provincia. Il nodo sull’intesa potrebbe essere sciolto questa mattina. Nelle stanze dell’Unione industriali di Pisa. È qui che si tiene un nuovo incontro tra la direzione dell’azienda, le segreterie Fiom, Fim, Uilm e Uglm.

La preoccupazione tra i lavoratori resta alta. Alimentata dalla incertezze che si accompagnano a un piano industriale dai contorni sfumati. Da conciliare ci sono i numeri: diversi e opposti per le ricadute sui dipendenti. Due facce ma una sola esigenza, quella di ristrutturazione dello stabilimento di Fornacette. Un percorso quello tratteggiato dalla direzione dell’azienda di Fornacette che «prevede altresì il quasi totale reintegro degli organici», dicono dalla direzione Asso Werke. Ma i numeri non ci sono e stando ai sindacati la forchetta è ampia, dai 150 ai 40 esuberi.

L’obiettivo della direzione aziendale è l’avvio di un processo di ristrutturazione per rivedere l’assetto dello stabilimento dove si sfornano pistoni per grandi marchi, Piaggio, ma anche Ducati, Ferrari, Polaris e Bmw. Nei mesi scorsi a varcare i cancelli della Asso Werke sono stati i consulenti della Porsche Consulting. I consulenti si sono occupati di ottimizzare i processi dalla produzione fino alla gestione dei fornitori, nei settori ricerca e sviluppo, marketing, vendite e amministrazione. Adesso si tratta di mettere in pratica la “ricetta”. Da una parte la formazione del personale e dall’altra l’esigenza di fermate produttive nel corso del 2013 «dovute a ri-layout dello stabilimento e riposizionamento degli impianti», dicono dai vertici della Asso Werke. E per far fronte alle fermate si fruirà della Cigs per riorganizzazione «che vedrà coinvolta solo parte della forza lavoro e, solo, in alcuni momenti, si potranno verificare dei picchi di 150 unità ferme».

La linea del mandato alla firma dell’accordo per la cassa straordinaria non è passata nelle due assemblee che ieri si sono tenute alla Asso Werke. La delegazione sindacale è stata invitata a riaprire la trattativa con l’azienda per migliorare il piano proposto alla base della richiesta di Cassa straordinaria. Chiusa la porta alla possibilità di fare ricorso ai contratti di solidarietà restano almeno dei margini per introdurre il principio della rotazione tra i lavoratori della Cigs, per limitare e distribuire il sacrificio economico tra il maggior numero di addetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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