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Pontedera

Svaligiavano le case, finisce in carcere la banda

di Pietro Barghigiani
Svaligiavano le case, finisce in carcere la banda

Si spostavano dalla Valdinievole per compiere i furti: arrestate 3 persone Erano stati in “trasferta” a San Giovanni alla Vena. Due erano già in cella

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SAN GIOVANNI ALLA VENA. Stavano rientrando da una trasferta in terra pisana dove avevano appena commesso un furto quando sono stati bloccati da tre auto della polizia. Conducente e passeggeri della Renault Clio, però, non si sono arresi. C'è stata una reazione violenta con tre poliziotti presi a pugni da uno della banda che è riuscito a scappare. Due compari sono stati arrestati subito, mentre il fuggitivo è stato bloccato ieri intorno alle 9,30 in un appartamento a Santa Lucia di Uzzano.

I tre sono accusati di far parte di una banda specializzata nei furti in appartamenti. Due complici della batteria composta da cinque elementi sono agli arresti: uno, Edmond Maka, 25 anni, domiciliato a Ponte a Moriano, in carcere da qualche settimana per una serie di colpi in Mediavalle Garfagnana e uno ai domiciliari per altre incursioni casalinghe consumate tra la Lucchesia e il Pesciatino, Bajram Bisku, 20 anni, di Monsummano. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore, Francesco Sottosanti. Per tutti l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato.

Sono stati il questore Maurizio Manzo e il capo della squadra mobile Antonio Fusco a illustrare l'operazione che tra martedì sera e ieri mattina ha portato in cella una gang a cui vengono attribuiti almeno una decina di furti tra la zona del Pisano, la Lucchesia, Pistoia, Pescia, Uzzano e Chiesina Uzzanese.

Gli arrestati. A capo della banda, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, ci sarebbe Nikoll Gjoka, 34 anni, abitazione a Monsummano, clandestino, detto "lo zio". Nel ruolo di autista Fatmir Bequiri, 24 anni, casa a Montecatini che aveva preso il posto di Bajram Bisku, un passato da ciclista nel Gs Cintolese, arrestato a Lammari dalla squadra mobile di Lucca circa tre settimane fa al volante di un'auto rubata carica di refurtiva accumulata nella zona di Pescia. Dopo il fermo di Bisku il suo posto era stato preso da Bequiri. Infine, ieri mattina ha concluso la sua breve fuga Arjan Gjura, 39 anni, che da qualche giorno viveva in un appartamento a Santa Lucia nei pressi della poste, anche se ufficialmente residente a Orentano. Nel blitz sono stati impegnati anche i commissariati di Pescia e Montecatini e l'elicottero del reparto volo di Firenze.

Le indagini. Gli arrestati erano sul radar della squadra mobile da mesi. L'impennata dei furti ha dirottato le energie degli investigatori sul fronte delle irruzioni in casa e i risultati cominciano ad arrivare. L'incastro dei pedinamenti sembra andare a buon fine martedì sera. La polizia, con tre auto e sette agenti, intercetta la Clio nella disponibilità di Gjoka in via Paradiso a Monsummano. Sanno, i poliziotti, che il gruppo ha cambiato macchina a Orentano dopo averla usata nella zona di San Giovanni alla Vena nel Comune di Vicopisano. Decidono di fermare la Clio. E qui inizia la prima tappa della fuga con un inseguimento in auto. Poi i tre banditi tentano di sparire scappando a piedi, ma vengono bloccati e nella colluttazione per tre agenti arrivano calci e pugni. Bequiri e Gjoka sono ammanettati, mentre Gjura si dilegua, anche se la sua libertà dura solo una notte.

La refurtiva. Nell'auto "pulita" della gang gli investigatori trovano un demolitore usato, qualche ora prima in una villetta a San Giovanni alla Vena, un televisore, un computer e due valigie di abiti. Ma anche un ferretto usato per aprire le maniglie delle finestre dopo aver praticato un foro nel legno. Si sono presi anche la cassaforte smurata con il grosso martello pneumatico, ma ancora non è stata ritrovata. La coppia derubata ha, però, riferito che era vuota. I due, giovani sposi, si erano trasferiti da poco nella villetta visitata dalla gang e non avevano ancora sistemato l'arredamento della casa. Valigie, pc e tv sono stati restituiti. Nelle perquisizioni domiciliari è stata recuperata altra refurtiva tra orologi, anelli, collane, braccialetti, computer per svariate migliaia di euro.

Gli sviluppi. Spiega il vice questore aggiunto, Antonio Fusco: «Con questi arresti, che seguono quelli delle scorse settimane, abbiamo dato una risposta alla domanda di sicurezza. Il fenomeno è in aumento, ma l'impegno della polizia è al massimo livello».

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