Il Tirreno

Pontedera

AMBIENTALISTI ALL’ATTACCO

Cacciatori-docenti «Grave aprire a loro le porte di scuola»

SAN MINIATO. C’era da aspettarselo. Gli ambientalisti si scagliano contro l’iniziativa messa in piede da Arcicaccia e Federcaccia di San Miniato, i cui esponenti saranno prossimamente ospiti delle...

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SAN MINIATO. C’era da aspettarselo. Gli ambientalisti si scagliano contro l’iniziativa messa in piede da Arcicaccia e Federcaccia di San Miniato, i cui esponenti saranno prossimamente ospiti delle scuole per alcune lezioni su fauna, flora e ambiente locali.

«Con il pretesto del superamento dei “pregiudizi che condizionano l'immagine dell'attività venatoria”, i cacciatori si lanciano – afferma Antonella Pandolfi della Lav di Pontedera – nell'opera di indottrinamento dei ragazzi della scuola elementare di San Miniato Basso, con, quel che è ancora più grave, il benestare degli insegnanti. Siamo increduli nell'apprendere che il principale pericolo per gli animali selvatici, ovvero i cacciatori, entrerà nelle scuole per spiegare agli alunni cosa si intenda per “gestione equilibrata dell'habitat”. È come se nelle scuole entrassero i dirigenti dell'Ilva di Taranto a spiegare cosa significa la tutela dell'ambiente e della salute dei lavoratori».

La Lav parla addirittura di mistificazione della realtà. «Gli alunni delle elementari – prosegue Pandolfi – saranno coinvolti nelle operazioni di cattura degli animali selvatici, in particolare lepri, in una zona di ripopolamento e cattura. Sicuramente i bambini saranno istintivamente attratti dai simpatici animaletti caldi e morbidi che verranno catturati, chissà però se i cacciatori avranno il coraggio di spiegare ai bambini che quella cattura porterà al trasferimento di quegli animali in una zona dove saranno massacrati in tutta comodità dagli “ambientalisti calibro 12”. È estremamente preoccupante che la struttura scolastica apra le proprie porte ai cacciatori, supportando così il loro tentativo revisionista teso unicamente alla distorsione della realtà. L'unico interesse dei cacciatori – continua la Lav – consiste nel far credere ad una favola nella quale la caccia viene ammantata di necessità ecologica. In realtà, sono proprio i cacciatori i primi responsabili dell'inquinamento genetico delle specie animali stanziali, del massacro di milioni di uccelli migratori e dell'introduzione nel nostro Paese dei tanti cinghiali provenienti dall'est Europa, molto più prolifici e quindi dannosi dell'oramai scomparso cinghiale autoctono».

Ecco la controproposta dell’associazione ambientalista. «Meglio sarebbe che la scuola proponesse, ad esempio, visite alle oasi ambientali e ai centri di recupero della fauna selvatica, realtà queste dove i volontari si occupano in prima persona e a loro spese della tutela del territorio e degli animali, lasciando la cultura del dominio e della sopraffazione armata ai cacciatori e a chi li sostiene».

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