Sicurezza
Al gelo aspettando il treno: i pendolari sono esasperati
Alla stazione ferroviaria di San Romano da circa due mesi la sala d’aspetto è stata chiusa per lavori. «Mai avviati»
MONTOPOLI. Pendolari intirizziti in balìa del gelo, rannicchiati dentro piumini e cappucci con lo sguardo fisso sui binari, nella speranza che il treno arrivi presto, molto presto. Scene di autentica sofferenza alla stazione di San Romano, lungo il binario in direzione Firenze, dove da un paio di mesi la sala d’aspetto è stata chiusa e recintata. Un foglio a firma delle Ferrovie, attaccato al vetro dell’ingresso, annuncia la chiusura per “manutenzione”, in attesa di presunti lavori che per ora non si sono visti. L’edificio – non c’è dubbio – avrebbe senz’altro bisogno di una sistemazione, ma il timore concreto è che si ripeta lo stesso copione di quanto accaduto anni fa con i bagni, come in tante altre stazioni di provincia: servizi igienici chiusi in attesa di manutenzione, che finiscono per non essere riaperti mai più. Così, i pendolari sono costretti a fare i conti con le stagioni e le intemperie: dalla pioggia alle raffiche di vento, fino al gelo degli ultimi giorni, con le temperature che restano fisse sotto lo zero ancora per buona parte della mattina. Una beffa in più per i pendolari delle ferrovie, già costretti a sopportare le tante pecche delle linee regionali.
«Ci trattano come bestie – taglia corto un ragazzo in attesa del treno – altro che Freccia Rossa». Un altro pendolare, costretto a fare la spola ogni giorno per lavoro, ricorda che «l’abbonamento mensile per Firenze costa oltre 70 euro. E questo – dice – è il servizio che abbiamo in cambio. Una vergogna». In tanti scelgono di aspettare il treno nel sottopassaggio, per avere almeno un minimo di riparo, senza farsi troppe illusioni sulla riapertura della sala d’aspetto. Il tutto, in un contesto di generale desolazione, con una stazione che a dispetto dal numero di pendolari vive in una situazione di degrado e di incuria. Dal Comune di Montopoli spiegano di aver già chiesto chiarimenti. «Siamo ancora in attesa di una risposta – dice il sindaco Alessandra Vivaldi –. Il problema ci è stato segnalato dai cittadini circa un mese fa. Da una ventina di giorni abbiamo inviato una lettera alle Ferrovie e alla Regione per avere chiarimenti. Non sarebbe la prima volta, infatti, che si chiudono dei locali per manutenzione e poi non vengono più riaperti. È già successo per i bagni, anche se in quell’occasione la motivazione era quella di evitare che diventassero ricettacolo di altri problemi. All’epoca, avevamo comunque allacciato rapporti con le Ferrovie per trovare una soluzione, nell’idea di utilizzare alcuni spazi della stazione a servizio di associazioni o privati, che in cambio garantissero la manutenzione». L’ipotesi era quella di trasferire l’edicola all’interno dell’ex biglietteria. Un progetto ormai sfumato, «anche – aggiunge il sindaco – per la difficoltà a mantenere rapporti stabili con le Ferrovie, caratterizzate da un continuo ricambio di responsabili e da regolamenti complessi. Si tratta comunque di un tema che vogliamo riprendere e rilanciare».
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