Sulle virgole dell’Imu si scatena la bagarre
SANTA CROCE. L’opposizione «si attacca alle virgole». Il sindaco del Comune di Santa Croce Osvaldo Ciaponi replica così alla polemica sull’errata trascrizione delle aliquote Imu nella delibera di...
SANTA CROCE. L’opposizione «si attacca alle virgole».
Il sindaco del Comune di Santa Croce Osvaldo Ciaponi replica così alla polemica sull’errata trascrizione delle aliquote Imu nella delibera di giunta. Una svista, con le aliquote indicate in base “mille” anziché per “cento”: 0,4 per mille, ad esempio, sulla prima casa, anziché al 4 per mille o allo 0,4 per cento. Un errore di virgola, insomma.
«Un banale errore nella trascrizione», lo definisce Ciaponi ribattendo alle critiche di Pdl e Centrodestra, e precisando che il lapsus non avrà effetti nell’applicazione concreta dell’imposta.
«Come afferma il detto popolare – dice il sindaco – l’attaccarsi alle virgole è tipico di chi non ha migliori argomenti. Del resto, che si tratti di un semplice errore materiale, non suscettibile di alcuna conseguenza, lo dimostra il fatto che gli stessi funzionari ministeriali non hanno eccepito alcunché sul predetto errore, dimostrando evidentemente, al pari della stragrande maggioranza dei contribuenti santacrocesi, un’elasticità mentale che i nostri oppositori in consiglio evidentemente non hanno».
E aggiunge: «Le aliquote da applicarsi, quindi, sono quelle riportate su tutto il materiale informativo da noi diffuso. Chi, per ragioni di pura polemica politica dice cose diverse, rischia solo di indurre i contribuenti a compiere errori che sarebbero chiamati a riparare».
«Errare è umano, ma perseverare è diabolico», commentano i gruppi di Pdl e Centrodestra: «Perché gli errori – dicono – ormai si stanno ripetendo sempre più spesso: si va dalle errate interpretazioni sulle norme alle virgole, dalle diciture alle date delle ordinanze. Un campionario che conferma l’approssimazione con la quale si lavora. La buona amministrazione si vede anche dall’attenzione alla forma, che spesso diventa sostanza. Noi ci saremo attaccati alle virgole, ma il Comune ha fatto una figura da “pellegrino”».
«Poco importa – dice invece Irene Storti di Più Toscana – se i funzionari ministeriali non hanno eccepito. Già le leggi e le norme sono spesso farraginose, soggette a modifiche e interpretazioni anche dagli addetti ai lavori; figuriamoci il fardello per il cittadino. Ritengo pertanto doveroso chiedere maggiore attenzione nella redazione degli atti».
Una polemica, quella sul bilancio, che aveva portato anche alla richiesta di dimissioni per l’assessore comunale Piero Conservi. «Non sarei onesto – commenta lui stesso – se dicessi che gli attacchi personali non mi hanno scalfito. Sentirsi dare dell’incapace da chi, in questi anni, ha dimostrato capacità tutt’altro che superiori fa molto male. Per fortuna, queste amarezze sono compensate dai tanti apprezzamenti, da coloro che ci fermano per dirci che “sull’Imu abbiamo fatto proprio un bel lavoro!”, e che “in altri comuni le case in uso gratuito ai figli sono pagate al 10,6, mentre da noi solo il 4,6”».
(g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google