La manifestazione
Invalido in lotta con la burocrazia
Ex operaio di 66 anni perde l’assegno mensile e non ha la pensione d’anzianità
SANTA MARIA A MONTE. «Forse vogliono che cominci a rubare, ma è contrario ai miei princìpi. Sono sempre stato una persona perbene e rispettabilissima. Vorrà dire che dall’inizio dell’anno mi presenterò all’Inps per chiedere ospitalità».
Michele Di Rienzo, 66 anni, con alle spalle una vita da autentico lavoratore (anche da emigrato, in Svizzera e in Libia) è infuriato e non ha tutti i torti.
Lui era un operaio edile e nel 2007, dopo un delicato intervento chirurgico all’anca, in seguito al quale gli venne applicata una protesi, fu costretto a dare l’addio al suo lavoro, ai cantieri. Allora, l’Inps gli riconobbe un assegno d’invalidità (di circa 800 euro), che però ora gli è stato tolto.
«Alla terza visita a cui fui convocato dall’Inps – spiega Di Rienzo – l’assegno mi fu ritirato. Feci allora ricorso tramite un patronato e lo scorso 28 novembre sono stato chiamato all’ennesima visita. Ma da quel giorno non ho avuto alcuna risposta. L’unica cartezza è che da tre mesi non riscuoto un euro, anche perché non mi è stata ancora assegnata la pensione d’anzianità. «Mi hanno sempre detto – aggiunge Di Rienzo – che non mi sarebbe spettata fino a quando riscuotevo quella d’invalidità, ma non avendoci più questa non capisco perché non scatta l’altra. La legge al riguardo dovrebbe essere chiara: “L’erogazione dell’assegno mensile per invalidità civile cessa al compimento del sessantacinquesino anno di età del beneficiario. In sostituzione viene erogato l’assegno sociale”».
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