Attenzione
Cancello chiuso all’Isa arrivano i carabinieri
Un gruppo di studenti cerca di occupare la scuola d’arte ma poi alunni e insegnanti riescono ad entrare. La protesta però non si ferma
CASCINA. Gli studenti dell’Isa tentano di occupare la scuola dopo una decina di giorni di autogestione. Ieri mattina, al momento del suono della prima campanella. ragazzi e professori hanno trovato il cancello chiuso con una catena. Dalla scuola è partita prima una richiesta di intervento ai vigili del fuoco ai quali è stato chiesto di tagliare la catena. E poco dopo sono arrivati anche i carabinieri che hanno cercato di mediare con il gruppo di studenti che voleva bloccare la normale attività didattica. Un braccio di ferro andato avanti per un paio d’ore fino a quando gli studenti sono stati convinti ad aprire il cancello per fare entrare sia i ragazzi non convinti a portare avanti la protesta con l’occupazione e gli insegnanti rimasti al freddo ad aspettare di poter prendere servizio.
Molte le ragioni dello stato di agitazione, dicono gli studenti, a cominciare dall’accorpamento dell’Isa con il Pesenti, che dall’anno prossimo avranno un solo dirigente pur restando autonomi.
«La nostra scuola ha bisogno di manutenzione – spiegano gli studenti che hanno deciso di occupare l’Isa – quando piove in alcune parti dell’edificio filtra l’acqua, in particolare nella succursale».Dopo la protesta di inizio mattina gli studenti sono andati in municipio dal sindaco per avere chiarimenti sul futuro della loro scuola e soprattutto per chiedere che possa restare autonoma come corso di scuola d’arte e non venga trasformata in uno dei tanti indirizzi dell’altro istituto superiore di Cascina con cui verrà accorpata. La protesta comunque non si ferma anche se stamani sono previste lezioni regolari per chi vorrà seguirle. «Domani (oggi per chi legge, ndr) protesteremo fuori dall’istituto e nel pomeriggio e nella sera andremo avanti con l’occupazione» racconta una delle studentesse che sostiene le iniziative di protesta per richiamare l’attenzione, così dicono i ragazzi in un lungo documento, sui molteplici mali dell’istruzione, a cominciare dalla mancanza di fondi destinati al mondo della scuola per arrivare ai finanziamenti agli istituti privati.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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