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Pontedera

Continental, per la Fiom stop alle nuove regole

di Manolo Morandini
Continental, per la Fiom stop alle nuove regole

Un’ora di sciopero del sindacato aderente a Cgil che conta 11 delegati su dodici «L’azienda non deve applicare il contratto firmato da Fim, Uilm e Uglm»

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FAUGLIA. Un’ora di sciopero con corteo per dare il segno della forza all’interno dello stabilimento. Undici delegati su dodici sono targati Fiom negli stabilimenti Continental di Fauglia e San Piero a Grado. Un dato che la dice lunga sul seguito tra gli operai. E che sbarra le porte all’applicazione del contratto metalmeccanico di categoria per il 2013-2015, che registra la firma di Fim, Uilm e Uglm con Federmeccanica. Un nuovo accordo separato, con i metalmeccanici Cgil esclusi dalla trattativa per non aver sottoscritto il precedente contratto del 2009.

«Non si capisce come si potrà lasciare fuori undici delegati su dodici – afferma Marco Comparini delegato Fiom della Rsu Continental –. Chiederemo all’azienda di non applicare il contratto. È prima di tutto una questione di democrazia». Dopo lo sciopero generale di mercoledì scorso che nei due stabilimenti ha registrato un’adesione bulgara, tra gli operai si è superato la soglia del 90% mentre a frenare sono stati gli impiegati attestati a quota 50%, la Fiom ha scelto di non abbassare la voce. «Abbiamo fatto del volantinaggio sull’Emilia e l’Aurelia per far conoscere le nostre ragioni ma c’ha frenato il maltempo», spiega Comparini.

Continental in terra pisana significa un test di assoluto rilievo per il sindacato. Qui Fiom la fa da sempre da padrone e gestire gli stabilimenti con un contratto che in calce non ha la firma «del maggior sindacato a livello sia locale che nazionale per numero di iscritti – sottolinea Comparini –, non può non avere dei riflessi». Sotto le insegne Continental c’è una delle principali realtà del settore metalmeccanico in provincia di Pisa. Nei due siti produttivi regna una relativa calma dopo i cicloni portati dalle acquisizioni del gruppo da parte di Continental e Shaffler. L’mpatto si è tradotto nella perdita di circa 300 posti di lavoro con contratto di somministrazione e in periodi di cassa integrazione per i lavoratori a tempo indeterminato.

«Alla Continental c’è la prova provata che la Fiom è in grado di fare accordi – dice il sindacalista Comparini –. Qui si lavora su tre turni, ma anche su quattro o cinque, a ciclo continuo, sabato e festivi compresi. Abbiamo sempre trovato una forma di flessibilità adeguata alle esigenze dell’azienda ma senza andare a penalizzare i lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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