Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, picchetti Fiom contro l’accordo separato

di Manolo Morandini

Sale lo scontro in fabbrica nell’ultimo giorno prima della fermata di Natale Le divisioni nella Rsu ieri hanno portato a un’assemblea e a uno sciopero

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PONTEDERA. Saltano gli appelli all’unità d’intenti. A scavare il solco nel panorama sindacale della Piaggio è la firma di Fim, Uglm e Uilm dell’accordo per il rinnovo del contratto metalmeccanico 2013-2015 con Federmeccanica. Stamani la Fiom sarà alle portinerie della Casa della Vespa per un picchettaggio di protesta nell’orario d’ingresso in fabbrica. Un ultimo giorno di marci degli impianti prima della pausa per le festività di natale che si preannuncia ad alta temperatura.

L’iniziativa segue, infatti, alle schermaglie che hanno visto dentro i recinti della fabbrica la contrapposizione tra l’assemblea indetta dalla Rsu Piaggio con i lavoratori delle Meccaniche e dall’altra lo sciopero in contemporanea indetto dai delegati Fiom allo stabilimento 2 Ruote.

Un nuovo accordo separato. La Fiom, che non aveva firmato il precedente contratto del 2009, non ha infatti partecipato alla trattativa e sta organizzando manifestazioni e scioperi per protestare contro le intese separate e chiedere nuove norme sulla rappresentanza. A far salire la temperatura oggi potrebbero essere proprio i picchettaggi che la Fiom ha intenzione di realizzare all’ingresso nelle diverse portinerie della Casa della Vespa. Un’iniziativa a sorpresa, che potrebbe prendere corpo o anche sfumare all’ultimo minuto.

Nel frattempo, ieri, le diverse vedute si sono misurate all’interno dei recinti Piaggio. Da una parte l’assemblea retribuita indetta dalla Rsu Piaggio per aggiornare lo stabilimento Meccaniche sull’andamento dell’azienda, l’accordo sulla cassa integrazione, la formazione e la salvaguardia della maturazione dei ratei. Dall’altra lo sciopero senza preavviso indetto dai delegati sindacali Fiom allo stabilimento 2 Ruote per battere un colpo contro la scelta di un nuovo accordo separato di categoria. I secondi si sono presentati nella sala mensa dove si teneva l’assemblea con fischi e slogan per sottolineare il disappunto per l’accordo separato. Toni accesi e qualche parola di troppo da entrambi i fronti ma poi tutto è rientrato nei ranghi.

I frutti delle divisioni però sono una frattura che per alcuni è definitiva. D’ora in poi alle trattative con l’azienda gli uni si presenteranno senza gli altri. Ed è un dato non da poco se letto nell’ottica di una vertenza per il rinnovo del contratto integrativo aziendale che è scaduto da mesi e non trova uno sbocco unitario per superare le secche del referendum con mancato quorum sull’ipotesi di piattaforma unitaria che si è consumato prima della fermata di agosto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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