La manifestazione
La solidarietà si fa con i cesti di Natale
Confezioni regalo con i prodotti dell’agricoltura sociale Li coltivano i ragazzi con svantaggi psichici, li vende Coop
PONTEDERA. Un progetto ormai avviato, che coniuga lavoro e sociale, avviato da anni in Valdera grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni locali, ma ancora con grandi margini di ampliamento. Si tratta di agricoltura sociale, un percorso iniziato dieci anni fa che prevede l'inserimento nelle aziende della zona di persone con svantaggi sociali, intellettuali e psichici. Un percorso che ha portato a grandi risultati, e che ieri nei locali della Coop di via Umberto Terracini è stato presentato nella sua veste natalizia: è infatti possibile in questi giorni ordinare il proprio cesto regalo (con prezzi tra i 10 e i 30 euro), pieni di prodotti coltivati e confezionato proprio dai ragazzi inseriti in questo percorso. «Questa avventura – spiega Paolo Cantoresi, coordinatore del centro diurno salute mentale – è nata grazie all'idea del dottor Mauro Gallevi, che per primo ha rilevato i vantaggi che attività del genere portano a persone con particolari problemi psichici. Naturalmente abbiamo incontrato diverse resistenze, anche per l'innovatività dell'approccio, ma oggi possiamo dire che i progressi evidenziati sia in ambito sanitario per i pazienti che in ambito lavorativo e commerciale per le aziende sono stati davvero significativi». I prodotti delle aziende coinvolte (Donati di Lari, I Poggi di Rivalto, Spazzavento di Ponsacco, BioColombini di Crespina, Podere Borgaruccio di Peccioli, Il Cerreto di Pomarance, La Colombaia di Fauglia, Dall'Acqua di Terricciola) sono acquistabili presso il negozio della cooperativa sociale Valdera Insieme in via Giulio Verne e presso la stessa Coop, con la possibilità di riceverli anche a domicilio. Presenti all'incontro pubblico di ieri anche il sindaco Simone Millozzi, la direttrice della Società della Salute Patrizia Salvadori e i rappresentanti di Coop, Marinella Volpi e Vladimiro Benassai, che hanno sottolineato quanto sia importante sostenere questo tipo di iniziative, soprattutto in un momento di difficoltà della sanità pubblica a livello nazionale: «Si tratta di un progetto che ha trovato sostegno e collaborazione in tutte le realtà locali, diventando un modello anche per altre realtà simili. Dobbiamo ringraziare dirigenti, operatori e ragazzi, che si stanno impegnando al massimo per la riuscita di questa iniziativa». Una riuscita che come accennato porterà anche a sviluppi ulteriori, visto che nel 2013 sarà aperto un ristorante a Partino, in cui troveranno collocazione lavorativa tre ragazzi che hanno seguito appositi corsi di formazione. Nicolò Colombini
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