Il Tirreno

Pontedera

Dramma Popolare, in una lapide i nomi dei fondatori

Dramma Popolare, in una lapide i nomi dei fondatori

L’annuncio del sindaco Vittorio Gabbanini in occasione della serata dedicata alle origini del progetto

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. La volontà è quella di riannodare il filo dall'inizio, avventuroso ed eroico, sulla terrazza in San Martino dell'attore Gianni Lotti.

Era la primavera del 1947 e neanche quattro mesi dopo sarebbe andato in scena “La maschera e la grazia”, il primo dramma popolare. L'attuale Fondazione Istituto del Dramma Popolare ha voluto ricordare, con una bella serata a palazzo Grifoni, le sue origini e i primi protagonisti per sottolineare il nuovo progetto che porta avanti Marzio Gabbanini insieme a tutto il Cad:  riverberare sul presente, in un clima e in un contesto storico diverso, l’essenza di quell'idea originaria che animò i fondatori del Teatro del Cielo. E quindi incentivare la ricerca e la lettura di nuovi tetsi italiani e stranieri, per dare alla scena sacra di San Miniato testi attuali, inediti, moderni. Come indicarono i fondatori,tre uomini e una donna che in una San Miniato in macerie pensarono che la scena teatrale - il teatro, bellissimo, in via Guicciardini finì sotto le bombe -  poteva trovare posto nelle chiese o nelle piazze per aiutare il ritorno di una comunità alla vita. Ma non un teatro qualsiasi. Ma un teatro impegnato sulle inquiteudini, i dubbi e le angosce che tormentano l’animo dell’uomo. Nacque il dramma «che tante persone, da quel 1947 ad oggi hanno reso una cosa grande ed importante — ha sottolineato il presidente della Fondazione Crsm Antonio Guicciardini Salini — un fiore all’occhiello per la città e per il territorio e che oggi ha la giusta ambizione di vivere tutto l’anno, grazie all'impegno del presidente Gabbanini». «Una realtà che è una ricchezza per il territorio», ha aggiunto Alessandro Bandini, presidente di Carismi, prima di lasciare la parola al presidente Gabbanini che, introducendo il vescovo monsignor Fausto Tardelli, ha annunciato a sorpresa il famoso regista che allestirà lo spettacolo principale della prossima festa: Roberto Guicciardini, presente in sala.

Roberto Guicciardini è una delle figure di spicco del teatro italiano del Novecento. Guicciardini è regista d'opera e di prosa. Appartiene a una delle più antiche e prestigiose famiglie fiorentine ed è diretto discendente di Francesco Guicciardini. Il regista sta già lavorando su un testo e un cast di attori di altissimo profilo.  Per un ritorno alle ragioni profonde dell’inizio. «Ragioni che sono la traccia per il futuro — ha detto il vescovo, ripercorrendo alcuni passi di scritti di don Ruggini, direttore artistico dal 1949, al cui coraggio si deve il successo nazionale del teatro di San Miniato —. C’è un legame forte fra questo teatro e la contemporaneità: si tratta di mettere in scena, ogni anno, l’incontro tra Dio e l’uomo che fu la giusta e lungimirante intuizione dei protagonisti della prima ora con la loro fede rocciosa e aperta».

Così Piero Lotti ha ricordato l’attore Gianni Lotti, suo zio. Ha ricordato aneddoti e momenti di quelle prime affascinanti riunioni sulla terrazza panoramica, che finivano quasi sempre con una cena. I suoi occhi di ragazzino sono stati testimoni della nascita del Dramma.  Beatrice Gazzini Balsamo, che da tanti anni mancava da San Miniato, ha ricordato il padre Giuseppe Gazzini, l’avvocato che fu il primo presidente. Un ricordo limpido e commovente che ha fatto rivivere i brividi e le emozioni di giorni lontani ed eroici. Giuseppina Lotti ha regalato un capitolo della grande storia passata dalle mura della sua casa e dallo studio di Dilvo Lotti, animatore dei primi istanti, e scenografo del primo spettacolo poi tratteggiato da Luca Macchi. Poi Mario Rossi Locci ha ricordato Laura Mori, l’unica donna, la professoressa dimenticata, che insegnò anche ad Asmara prima di tornare a morire a San Miniato dove aveva aiutato la nascita del teatro dello spirito. Il sindaco Vittorio Gabbanini invece ha annunciato che una lapide in marmo fermerà nella storia i nomi dei fondatori del Dramma Popolare: Giuseppe Gazzini, don Nello Micheletti, Gianni Lotti, Laura Mori. A questi si aggiunse due anni dopo don Giancarlo Ruggini che prese l’incarico di direttore artistico. La lapide sarà posta vicino la sede della Fondazione Dramma Popolare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa