Il Tirreno

Pontedera

Dopo la rapina cercano di fuggire in taxi

di Sabrina Chiellini
Dopo la rapina cercano di fuggire in taxi

Dopo meno di 20 ore di ricerche, presi i 4 banditi del colpo alle Poste di Lajatico: recuperato anche il bottino

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LAJATICO. Loro avrebbero voluto tagliare la corda in taxi o con un altro mezzo meno “visibile” subito dopo la rapina. E invece, meno di venti ore dopo, hanno trovato ad attenderli una macchina dei carabinieri, scortata dall’elicottero, che fin dall’alba era pronto a volare sull’Alta Valdera.

Un pomeriggio e una notte di controlli e di case passate al setaccio. Ieri mattina l’epilogo delle ricerche dei rapinatori che l’altra mattina hanno dato l’assalto al piccolo ufficio postale di Lajatico riuscendo a mettere le mani su circa 22mila euro, soldi delle pensioni. I primi a finire in manette sono stati i complici, rimasti all’esterno a guardare che nessuno entrasse nell’ufficio postale.

I due georgiani sono stati bloccati dai carabinieri della Radiomobile di Pontedera durante la fuga. In tanti a Lajatico, città di poche anime, avevano notato quella Nissan di colore chiaro e quei due uomini mai visti prima dell’altro giorno. Quei due che erano rimasti a lungo davanti all’ufficio postale chiuso all’improvviso. Gli altri due malviventi infatti in quei momenti stavano mettendo i soldi nei sacchi dopo avere immobilizzato l’impiegato. «Sono entrati per spedire un pacco – ha raccontato ai carabinieri – e poi ho capito che erano lì per un altro motivo...».

I primi due stranieri bloccati dai militari, quando cercavano di raggiungere la superstrada, e sottoposti inizialmente a fermo, non avevano la refurtiva. Contro di loro le testimonianze di alcuni cittadini che li avevano visti insieme ad altri due uomini - quelli entrati in azione - di cui si erano perse le tracce. Inizialmente era stato detto che i malviventi erano fuggiti a bordo di due auto. Non era proprio così. I due che erano a fare il palo quando hanno capito che stavano arrivando i carabinieri sono fuggiti lasciando i complici a piedi. Una brutta situazione. Per uscirne i banditi hanno camminato a lungo. Hanno pure cercato di prendere un taxi che però pare non abbia effettuato il servizio richiesto.

Allora hanno trovato un posto sicuro dove nascondersi: hanno evitato di proseguire nella fuga. Aspettavano che le acque si calmassero per uscire allo scoperto. Che i carabinieri allentassero le maglie dei controlli. Ma l’attenzione dei cittadini, dopo il clamore della rapina dell’altro giorno, era alta. Così quando i due uomini, ieri mattina, sono entrati in un locale e hanno cercato da mangiare e chiesto informazioni, qualcuno ha cominciato a insospettirsi. A questo punto la sinergia tra i cittadini, che hanno dimostrato un grande senso civico, e i carabinieri della compagnia di San Miniato è stata determinante nel risalire agli autori della rapina che sembravano spariti nel nulla. Invece, molto probabilmente, si erano nascosti in una cava.

I due uomini sospetti sono stati segnalati al 112 e le ricerche, mai archiviate dai momenti successivi alla rapina, hanno dato il risultato sperato. Numerosi i militari e i mezzi impiegati che hanno potuto contare su una fitta rete di cittadini. Poco dopo le 8.30 sono stati trovati nei pressi di una cava vicino a La Sterza e arrestati. È stata recuperata anche l’intera refurtiva, circa 20mila euro.

Stamani il comando provinciale dei carabinieri renderà noti i particolari dell’operazione che ha permesso di individuare in tempi brevi gli autori dell’assalto all’ufficio postale di via Garibaldi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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