Sicurezza
Un anno fa acquistò le motonavi dello scandalo
CASTELNUOVO. Lo scorso anno, ad ottobre, sempre l’azienda di Castelnuovo scrisse la parola “fine” a una vicenda imbarazzante made in Senigallia. Uno scandalo più volte finito pure sulle cronache...
CASTELNUOVO. Lo scorso anno, ad ottobre, sempre l’azienda di Castelnuovo scrisse la parola “fine” a una vicenda imbarazzante made in Senigallia. Uno scandalo più volte finito pure sulle cronache nazionali.
Con 280mila euro, infatti, "Soluzione srl" si è aggiudicata cinque relitti di motopeschereccio, voluti dal Ministero degli Esteri, parcheggiati nel cantiere del Navalmeccanico da oltre 30 anni, finiti varie volte anche su "Striscia la Notizia".
«Ci siamo aggiudicati un'asta pubblica», raccontò in quella circostanza il titolare Idilio Masi.
Sono cinque colossi quei pescherecci. Che non saranno mai trasportati a Castelnuovo, proprio per la mole.
Il deus ex machina della società a gestione familiare ci tiene a raccontare la "genesi" di questa liaison con la Croce Rossa Italiana.
«Tutto cominciò negli anni Ottanta, quando fu dismesso il carcere di Pianosa. Mi chiesero di occuparmi del "fuori uso" e da lì non ho più smesso», va nei dettagli Idilio Masi.
Sono tre in Italia le realtà che si occupano di recuperare i beni dismessi dallo Stato e quella dell'Alta Valdicecina è stata la prima.
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