Il Tirreno

Pontedera

l’unione dei comuni spiega perchE’ pagare

«Tassa di bonifica, è rischioso fare ricorso: altri avvisi in arrivo»

POMARANCE. “Solo” 104 ricorsi presentati alla Commissione tributaria provinciale. Che riguardano 253 contribuenti su 19mila, pari all’1.3% del totale degli avvisi di pagamento della tassa di bonifica....

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POMARANCE. “Solo” 104 ricorsi presentati alla Commissione tributaria provinciale. Che riguardano 253 contribuenti su 19mila, pari all’1.3% del totale degli avvisi di pagamento della tassa di bonifica. È l’Unione Montana, l’ente che di fatto, richiede il contributo in Alta Valdicecina a smontare la tesi di tutte quelle realtà (Comitato non consorzi di bonifica in primis ) che esortano i cittadini a non pagare il balzello e a fare ricorso.

Nuovi avvisi bonari all’inizio del 2013. Il presidente dell’Unione, Carlo Giannoni, annuncia che gli avvisi di pagamento relativi al 2012 arriveranno nei primi mesi del 2013. E spiega che i solleciti di pagamento, 5100 in tutto, degli anni che vanno dal 2008 al 2011 recapitati in questi giorni, sono stati inviati ai contribuenti che non hanno pagato il tributo tramite bollettino ricevuto a suo tempo. «È lo strumento ordinario di riscossione, non contiene né penali, né interessi di mora; è gravato solo dalle spese di invio e notifica che per legge son a carico del contribuente», precisa. «Comunque pagare l’avviso bonario conviene, chi ritiene di non pagare dopo aver ricevuto il sollecito deve fare ricorso alla Commissione tributaria provinciale, sennò scatta l’ingiunzione, gravata di spese», spiega.

No al danno erariale. Giannoni conferma che fino ad oggi la Commissione tributaria provinciale ha accolto tutti i ricorsi presentati «sulla base di un convincimento interpretativo non condiviso dall’Unione. Anche alla luce di sentenze della Cassazione di segno opposto». E rincara: «È opportuno che i cittadini sappiano che aver vinto un ricorso per una annualità di tributo in primo grado, non chiude il contenzioso». Il presidente non vuole che all’ente venga imputato un danno erariale: «Per evitarlo e il mancato incasso del tributo ha natura fiscale, l’Unione deve ricorrere in Commissione tributaria regionale contro tutte le sentenze di primo grado e continuare ad emettere gli avvisi per le annualità dovute e non impugnate: contenzioso, questo, che comporta alte spese legali che sottraggono risorse ai lavori di manutenzione delle opere di bonifica».

Quei soldi servono per le mantenzioni. Sono circa 600mila euro l’anno i proventi che arrivano dal tributo. «Al netto delle inevitabili spese – Giannoni tocca ogni punto della diatriba – il tributo incassato viene impiegato per la manutenzione delle opere di bonifica che vengono regolarmente eseguite: il costo di queste opere non grava affatto sui contribuenti e non è compresa nel tributo». E ribadisce: «Fuorviante accusare l’Unione di non realizzare tali lavori e di non fare manutenzione».

Il tributo non sparirà. Giannoni chiude con una specifica, rispetto alla proposta di legge, al vaglio. «Non eliminerà affatto il tributo, l’unica novità è che non verrà più determinato dall’Unione dei Comuni, ma da sei nuovi grandi consorzi di nuova istituzione: per quanto riguarda la nostra zona sarà quello della Toscana costiera che comprenderà le province di Pisa e Livorno».

Francesca Suggi

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