Il Tirreno

Pontedera

Le pecore vichinghe trovano casa in quel di Lorenzana

di Francesca Suggi
Le pecore vichinghe trovano casa in quel di Lorenzana

La passione di una guardia forestale si trasforma in un allevamento amatoriale della razza in via di estinzione

3 MINUTI DI LETTURA





LORENZANA. La piccola grande pecora dei vichinghi trova casa, o meglio stalla, a Lorenzana.

Con un po’ di fantasia, il mitico esploratore norvegese Erik il rosso, in questo caso, veste i panni di una guardia forestale. È, infatti, dalla passione del livornese Cristiano Ciardi che nasce il mini allevamento amatoriale di razza Skudde alle porte del comune della Valdera. Si tratta della più antica pecora di brughiera del mondo, ritenuta una diretta discendente delle pecore dell’età del ferro. Ovviamente in via di estinzione.

«Sono una delle pochissime realtà amatoriali in Toscana che si prendono cura di questa razza poco ricercata nel pascolo, facile da gestire e decisamente belle». È affezionato a Scipione, Castagna, Primulo & c. la guardia forestale. Sono sei in tutto le matasse di pelo, alte al massimo 40 centimetri di cui lui si prende cura in un angolo di paradiso verde di due ettari. Ogni giorno. Dividendosi tra turni di lavoro dedicati alla salvaguardia del verde, le sue due bambine, una bella famiglia e ovviamente il suo sfrenato amore per la campagna. «Mia moglie Ilaria ed io – racconta quell’angolo di paradiso trasformato in pascolo verde – da sempre abbiamo avuto l’idea di dare un po’ di spazio alle nostre figlie, un posto dove poter fare esperienze diverse da quelle tipiche di chi vive in città e così acquistammo questi due ettari di terreno a Lorenzana». Da groviglio di rovi e arbusti a pascolo verde: due anni fa arrivano le prime Skudde, Scipione e Cornelia (morta da poco).

Comincia da qui l’avventura da pastore di Ciardi. «I primi due esemplari mi sono stati regalati da mia moglie per i 40 anni», continua. Il gregge, infatti, aumenta. Il primo agnellino, Primolo, viene salvato dalla pentola proprio dalle figlie di Ciardi.

«Mi hanno convinto a tenerlo e poi non ho più smesso di far aumentare il gregge, adesso sono a sei e il mio obiettivo è arrivare a una ventina di capi». Chi alleva le Skudde non lo fa per soldi. Bensì per il valore culturale e genetico di una razza considerata la più pura al mondo. «L’unico vero utilizzo che se ne può fare è legato alla lana: la mia è una passione allo stato puro», dice. È appena piombato in quel di Lorenzana dopo una mattinata di lavoro. Così fa tutti i giorni Ciardi: arriva, si preoccupa di dare da mangiare a tutte e sei le pecore che ormai lo conoscono. Compreso Carbone, l’ultimo nato a gennaio 2011. «Oggi la pecora vichinga sta tornando di tendenza anche in Italia, perché utilizzata nelle gare di Sheep dog, ovvero uno sport da effettuare con il proprio cane, ma è ancora sconosciuto ai più», spiega. Passione, formazione, manualità, esperienza: la guardia forestale sembra un tutt’uno con i suoi animali. Compresa Luna, il pony bianco che rappresenta una sorta di guardiana mitologica dell’allevamento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa