La manifestazione
Asso Werke, nuovo sciopero
Fornacette, blocco di 4 ore delle portinerie per chiedere chiarezza sul piano industriale
CALCINAIA. Quattro ore in presidio davanti alle portinerie. Un blocco totale dalle 6 del mattino fino alle 10. È il segno di una preoccupazione crescente tra i lavoratori della Asso Werke. Per un piano industriale dai contorni incerti che si accompagna a una richiesta di cassa integrazione straordinaria per un anno per 150 dei 350 addetti dell’azienda di Fornacette. Lo sciopero, indetto dalal Rsu, si è consumato ieri, sulla scia dell’assemblea che ha chiuso la scorsa settimana lavorativa.
La direzione della Asso Werke ha affidato all’Unione industriali di Pisa il mandato per l’apertura della procedura di cassa straordinaria (Cigs). La richiesta è di sabato e adesso sarà la Provincia di Pisa a convocare le parti. Da conciliare ci sono i numeri che tratteggiano due piani industriali: diversi e opposti per le ricadute sui lavoratori. Due facce ma una sola esigenza, quella di ristrutturazione dello stabilimento di Fornacette.
«Abbiamo presentato un piano industriale di riorganizzazione basato sull’implementazione della filosofia lean in tutti gli ambienti aziendali», dice la direzione dell’Asso Werke a proposito degli incontri avuti con i sindacati. E aggiunge: «L’applicazione di questa metodologia ha lo scopo di aumentare la flessibilità aziendale in termini di tempo di risposta alle richieste del mercato». Da una parte la formazione del personale e dall’altra l’esigenza di fermate produttive nel corso del 2013 «dovute a ri-layout dello stabilimento e riposizionamento degli impianti».
Per far fronte alle fermate Asso Werke fruirà della Cigs per riorganizzazione «che vedrà coinvolta solo parte della forza lavoro e, solo, in alcuni momenti, si potranno verificare dei picchi di 150 unità ferme». Un percorso quello tratteggiato dalla direzione dell’azienda di Fornacette che «prevede altresì il quasi totale reintegro degli organici». I numeri non ci sono ma stando ai sindacati la forchetta è ampia, dai 150 ai 40 esuberi.
«Siamo passati da una raffigurazione di una situazione che necessitava di una "cura da cavallo", alla presentazione di una situazione difficile, ma che potrebbe essere curata anche con una semplice "aspirina" – hanno affermato la Rsu e le segreterie di Fiom, Fim, Uilm e Uglm –. Senza voler mancare di rispetto vorremmo seguire l'adagio per cui fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E in questo senso vorremmo essere messi nelle condizioni di poter verificare e approfondire il piano industriale, nella speranza di poter maturare un'autonoma convinzione sulla reale e concreta fattibilità dello stesso».
Da una parte c'è l'ipotesi prospettata la scorsa settimana di cassa integrazione straordinaria (Cigs) a zero ore per 150 addetti su un totale di 350. Dall'altra, la possibilità di cassa a rotazione con la dichiarazione dell'azienda che le 150 persone che verranno messe in Cigs non diventeranno automaticamente tutti esuberi «come, invece, sembrava al primo incontro». In pratica, alla fine del percorso, di uno o due anni si prevederebbero 40 esuberi e di questi, quasi tutti avrebbero un percorso predefinito e volontaristico.
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