Il Tirreno

Pontedera

La prima volta di Paolo diciottenne “ripescato”

È l’unico in provincia che ha ricevuto la mail dai saggi: «Non avevo mai votato» La rabbia di un imprenditore: «Ero assente per lavoro, non mi hanno accettato»

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PONTEDERA. «Io ci sono riuscito». Paolo Mandriani, 18 anni a luglio scorso, ha scavato un varco nella cortina dei tre saggi del coordinamento provinciale del Pd: è l’unico tra gli elettori del centrosinistra di Pontedera che ha ricevuto la mail col disco verde per poter votare al ballottaggio.

«L’ho saputo sabato mattina – racconta – con una mail di risposta. La seconda che ricevevo, a dire il vero. Perché la prima, dopo la mia richiesta, diceva che non avrei avuto risposta. M’ero già rassegnato a non votare».

Invece ce l’ha fatta. Ed è la prima volta, nella sua vita, che riceve una scheda da mettere in un’urna. Che entra in un seggio. Anche se solo per le primarie del Pd. «Ho fatto richiesta – spiega – perché solo dopo domenica ho saputo che avrei potuto esercitare il voto nonostante non avessi mai avuto, ancora, il certificato elettorale, quello ufficiale, per le elezioni vere. Così ho spedito la mail con la richiesta».Ieri si è presentato al seggio che gli era stato assegnato: a La Rotta, la frazione dove abita con la famiglia. «Ho creduto che fosse bello partecipare – racconta lo studente dell’istituto superiore Leonardo da Vinci – dare un apporto personale alla democrazia di questo paese».

Su chi ha votato non s’esprime. Né su cosa accadrà dal giorno dopo le primarie in poi. «Non partecipo molto alla vita politica – dice –me ne intendo poco. Ho solo pensato che fosse giusto, democratico, scegliere il candidato a premier per il centro sinistra».

Lui l’ha fatto. Unico a Pontedera a essere “ripescato”, insieme ad altri sei di Pisa, su un totale di 3200 richieste che sono arrivate sul tavolo dei saggi tra giovedì e venerdì.

Invece Lorenzo Toncelli, giovane imprenditore di Pontedera, può raccontare un’esperienza molto diversa così come la maggior parte degli elettori che avevano chiesto di essere ammessi al secondo turno e hanno trovato i seggi “blindati”. Lui ha chiesto di essere ammesso alle votazioni del ballottaggio ma senza alcun esito.

«Ho provato ad iscrivermi per il ballottaggio spiegando che domenica 25 novembre non avevo potuto andare a votare in quanto ero stato per lavoro all’estero fino al sabato sera. La mia giustificazione non è stata accolta così come è capitato a molte persone che conosco. Escludere gli elettori non mi pare positivo. Credo sia stata persa un’occasione importante di rinnovamento». Toncelli non ha difficoltà a raccontare l’imbarazzo provato di fronte alla chiusura degli organizzatori della consultazione del centrosinistra. E lo fa a pochi minuti dall’arrivo a Pontedera di Matteo Renzi accolto da circa duemila “sostenitori”.

«Mi sono sentito come molte persone che sono nella mia stessa situazione. Francamente è difficile da accettare un simile atteggiamento. Peccato che non sia stata capita l’idea del cambiamento».

A Cascina non ci sono stati elettori ammessi al secondo turno. Tutte le loro giustificazioni non sono state considerate credibili, conferma il coordinatore del comitato pro Bersani.È stato fatto tutto quanto era possibile per fare partecipare al ballottaggio due coniugi di Titignano che erano in gita a Bolzano per visitare uno dei classici mercatini di Natale. La coppia si è mantenuta in stretto contatto con i vertici del Partito democratico di Cascina e così ieri mattina ha potuto recarsi a un seggio a Bolzano e lasciare la propria crocetta sul candidato gradito.

A parte i non ammessi tra quelli che avevano fatto una richiesta formale ce ne sono stati molti altri che si sono recati ai seggi e hanno chiesto di votare. Anche a loro è stato risposto: «No, grazie». Ma le polemiche non sono mancate.

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