Sicurezza
L’abbraccio del prefetto all’Arma
Si è complimentato personalmente con i carabinieri per l’operazione antidroga
PONTEDERA. L’operazione antidroga dei carabinieri della compagnia di Pontedera che si è conclusa con 94 arresti in più regioni d’Italia è la seconda tranche di un’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, i cui primi arresti firmati dal gip Michele Barillaro, morto in un incidente stradale in Africa all’inizio dell’estate. Un lungo lavoro, andato avanti circa due anni, fatto di trecentomila intercettazioni telefoniche e ambientali per seguire i traffici dei gruppi criminali al centro dell’indagine per un traffico internazionale di stupefacenti.
Un duro colpo ai trafficanti di droga, ha ripetuto l’altro giorno durante la conferenza stampa il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Gioacchino Di Meglio. Per complimentarsi con i militari del Norm (nucleo operativo e radiomobile) della compagnia di Pontedera, che hanno lavorato alle indagini, ieri mattina il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, è stato in visita alla caserma di Pontedera. Alla presenza del comandante provinciale e dei vertici della compagnia dell’Arma di Pontedera, Tagliente ha voluto incontrare personalmente i militari. Una visita che testimonia la vicinanza delle istituzioni ai carabinieri e quella personale del prefetto stesso. «Sono orgoglioso di rappresentare il Governo in questa provincia – ha detto i Tagliente – dove le forze di polizia sono costantemente impegnate nella prevenzione e nella repressione dei reati non solo nell’ambito degli stupefacenti ma anche in quello dei delitti predatori» come furti e rapine.
Cinque i sodalizi criminali coinvolti nello spaccio internazionale, composti da albanesi, tunisini e italiani. Il gruppo albanese, secondo le accuse, gestiva l'approvvigionamento di grosse quantità di droga, per lo più eroina, ma anche cocaina, mentre gli altri quattro, costituiti per lo più da tunisini e a cui hanno partecipato anche diversi italiani, curavano la distribuzione al dettaglio della droga. Lo spaccio si concentrava in provincia di Pisa per estendersi a Livorno, Massa, Lucca e Firenze. Tra gli arrestati una mamma abituata a portarsi dietro nei suoi traffici il figlio di 4 anni e un giovane di Montignoso che per cercare di sfuggire all’arresto si è gettato da otto metri di altezza procurandosi lesioni per le quali è ancora all’ospedale di Massa.(s.c.)
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